Un giusto connubio tra natura e scienza, insieme ad una splendida giornata settembrina: sono questi gli ingredienti del successo del’”Isola di Einstein”, manifestazione tra divulgazione e spettacolo che si è svolta oggi all’isola Polvese. Sin dal mattino la gente (soprattutto famiglie con bambini) si è assiepata sul molo di San Feliciano per poter prendere il traghetto: le prime cifre parlano di più di 2500 persone.
La gente è curiosa Leonardo Alfonsi, direttore dello Science fest e uno degli organizzatori della manifestazione ha spiegato: «La gente al giorno d’oggi ha un’estrema necessità di conoscere i meccanismi che stanno dietro alle cose, noi abbiamo contribuito a rendere popolare ciò che sembra più complicato». Infatti sul terreno prospiciente al molo c’erano numerosi stand, nei quali dei ragazzi con la maglietta rossa spiegavano in maniera simpatica i segreti della natura. C’è stata anche una dimostrazione molto spettacolare (ad opera dell’inglese John Russel) nella quale è stata fatta esplodere della comune farina.
Le scolaresche Non sono mancate adesioni in massa “pre-scolastiche”: «Sono venuta con i miei alunni e con le loro famiglie – ha spiegato una maestra di scuola elementare – perché insegno Scienze e voglio rendere le mie lezioni più interessanti: ho preso anche degli appunti». Numerose anche le famiglie che sono arrivate da fuori comprensorio perugino, come il simpatico gruppetto di ternani che non aveva mai visto la Polvese e che si è dimostrato entusiasta sia della manifestazione che dell’isola. In molti hanno approfittato dell’incontro scientifico per godersi il sole di fine estate all’ombra degli alberi, con tanto di teli di spugna. «Pensiamo di passare qui tutta la giornata» ha spiegato una famiglia. Soddisfatti anche i ragazzi che hanno partecipato alla manifestazione dal di dentro, come dimostratori sicentifici: «Tanta gente davvero, non vedo l’ora di fare il mio show sulla pressione» ha spiegato un ragazzo. Una giornata nella natura, insomma, passata, grazie all’ “Isola di Einstein”, in una location un po’ diversa dal solito.




Una bellissima iniziativa, a cui però… non abbiamo potuto partecipare, perché raggiungere l’Isola Polvese ad un certo punto era diventato impossibile. E con altre decine di famiglie abbiamo dirottato su Isola Maggiore, dopo aver raggiunto Passignano tra la delusione dei bimbi. Mi chiedo, ci siamo chiesti, come sia possibile che si organizzino eventi prevedibilmente (complice anche il bel tempo) super-partecipati e non si sia all’altezza di garantire adeguata organizzazione dei traporti attraverso i traghetti. Verso mezzogiorno sul molo di San Feliciano c’erano addensate almeno 500 persone in fila tra l’acquisto dei biglietti del traghetto e l’attesa per l’imbarco. E si sa che con bambini e passeggini diventa una specie di odissea da deportazione nella calca per conquistare la traversata. Solo all’ora di pranzo si è sparsa la voce che sarebbero state introdotte corse supplementari rispetto a quelle ordinarie, evidentemente insufficienti. Non so dire se la responsabilità è da addossarsi agli organizzatori o a chi gestisce i traghetti (credo Umbria Mobilità…), ma è certo che non è così che si invoglia la gente ad andare all’Isola e viene il dubbio se abbia senso organizzare eventi lì. Del resto era già successo per l’Isola del Natale: a Capodanno avevamo vissuto identica esperienza ma allora (in nettissimo ritardo) ce l’avevamo fatta a conquistare la traversata. Salvo poi rimpiangere di avercela fatta quando eravamo riusciti a tornare in terraferma dopo due ore di coda conquistando una corsa al buoi e al gelo alle 8 di sera. Eppure non ci vorrebbe molto a organizzare le cose per tempo e per bene.
Ultima beffa: dopo aver deciso di andare allora alla Maggiore, alla biglietteria di Passignano si è dovuto quasi litigare con l’addetta (tra l’altro sola allo sportello) che non aveva i resti di spicioli e banconote per il pagamento dei biglietti. Così, in molti (tra l’incredulità e i disguidi di lingua con alcuni stranieri) abbiam dovuto girare i bar di Passignano per farci cambiare i soldi… Insomma, chi si lamenta dei problemi del Trasimeno sappia che ci sono anche quelli che con la siccità non c’entrano nulla…