di Re.Te.

Nel maggio scorso l’operazione ‘El Dorado’, coordinata dalla procura della repubblica di Reggio Calabria, aveva portato al sequestro di un’azienda di trasporto di Attigliano e di altre 5 nel viterbese. Era stata l’ennesima occasione per portare alla luce il fenomeno dell’infiltrazione mafiosa nella provincia di Terni e sui rischi ad essa connessi.

Il dibattito Prendendo spunto da quei fatti, ‘Libera’, l’associazione fondata nel 1995 da don Luigi Ciotti, ha deciso di organizzare, in collaborazione proprio con il Comune di Attigliano, un’assemblea pubblica. «Perché gli atti e le dinamiche emerse rivelano una penetrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico regionale, o a noi più vicino – dice Stefano Mari, referente di Libera per Terni – più ampia e ramificata di quanto pensassimo ed evidenziano come non sia più sufficiente ricondurre gli atti al semplice riciclaggio e si debba invece pensare a progetti di stabile insediamento».

Gli interventi A discutere sul tema saranno il prefetto di Terni, Vittorio Saladino; il comandate dei carabinieri di Amelia, il capitano Michele Basilio, la responsabile dell’osservatorio regionale sulla criminalità organizzata, Sabrina Garofalo; il sindaco e un consigliere comunale di Attigliano, Daniele Nicchi e Daniele Vescarelli; oltre allo stesso Stefano Mari.

‘Libera’ «La fragilità del contesto economico – spiega Mari – può rappresentare un pericoloso punto d’accesso per i capitali mafiosi, che fanno da premessa a ben più gravi e preoccupanti elementi di insediamento nel tessuto sociale e lavorativo, anche in territori sani e ben lontani dalla logica criminale». Per questo, a giudizio di ‘Libera’, «è necessaria una risposta rapida ed efficace della società civile, che imponga un salto di qualità nella riflessione per capire meglio quali leggi e provvedimenti chiedere allo stato centrale, quali misure ed interventi sollecitare da parte di regioni, province e comuni, quale impegno stimolare nelle organizzazioni sindacali e imprenditoriali, nell’associazionismo e nel volontariato, nei singoli cittadini per combattere le mafie».

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