di M.G.P.
Lavoro, fisco e pensioni: i temi affrontati in piazza dell’Orologio sabato mattina da Cgil, Cisl e Uil nell’ambito della mobilitazione nazionale. Le organizzazioni sindacali umbre a gamba tesa sulla nuova legge di bilancio: «La manovra di governo è inadeguata». Fari puntati a livello locale sulle realtà manifatturiere, sul sistema sanitario e su Ast: «Ci aspettiamo un piano della siderurgia nazionale».
Legge di bilancio La manifestazione regionale organizzata dalle sigle sindacali si unisce a quelle di tutte le altre piazze d’Italia. Prima di ritrovarsi in largo Don Minzoni Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato il prefetto di Terni, Emilio Dario Sensi, al quale è stata consegnata la piattaforma con le richieste delle tre organizzazioni al governo. Sabato mattina sotto ai riflettori c’è la legge di bilancio: «Manovra sbagliata», così la piazza che a gran voce chiede una modifica alle misure previste nella bozza della manovra finanziaria, attualmente all’esame del Senato. «Serve una legge di bilancio – continuano i sindacati in piazza – che restituisca equità e dia una risposta alle disuguaglianze sociali ed economiche che si sono allargante con la pandemia». Focus sulla riduzione delle tasse a lavoratori e pensionati: «Il governo deve ascoltarci, più attenzione al lavoro perché ora abbiamo solo occupazioni precarie e poco retribuite».
Sindacati in piazza L’iniziativa a Terni «non è stata fatta a caso – così le organizzazioni dei lavoratori in piazza – perché anche dalla possibilità dello sviluppo della manifattura di Terni passerà il rilancio dell’economia dell’Umbria». Nodo sanità in Umbria: «Siamo ancora in mezzo a una nuova ondata della pandemia e noi stiamo di nuovo vivendo sulla nostra pelle tutte le politiche sanitarie sbagliate fatte fino ad ora – parla alla manifestazione Carolina Galeazzi, un’operatrice sanitaria umbra -, quelle stesse che hanno portato alla crisi del sistema sanitario e al depotenziamento delle strutture sul territorio. C’è la necessità di una nuova strategia per il sistema sanitario pubblico. Servono assunzioni reali e stabili, politiche di inclusioni sociali». Acciaieria: «Nel periodo più acuto della pandemia – dice Emiliano Petralla, coordinatore Rsu Ast di Fim Cisl – abbiamo garantito la continuità produttiva, oggi rivendichiamo un ruolo costruttivo. Ast ad Arvedi è un fatto positivo ma oltre al piano industriale ci aspettiamo un piano della siderurgia nazionale. Ci aspettiamo un incontro con la nuova proprietà. Ci aspettiamo uno sviluppo occupazionale e nuovi investimenti. La Regione ci ascolti: serve un accordo di programma». Welfare, sicurezza, donne, giovani e non autosufficienza sono i temi trattati da Andrea Cuccello, segretario Cisl nazionale, che ha concluso la manifestazione. Cuccello ha sottolineato disponibilità verso il governo per proseguire un percorso concertativo di rilancio per il Paese, che parta però dal lavoro. «Un lavoro stabile e di qualità – ha precisato -. C’è bisogno di una riforma fiscale che premi i lavoratori e i pensionati, di sicurezza sull’accessibilità alle pensioni per chi sta per maturare il requisito e di una pensione di garanzia per i giovani. Sulla non autosufficienza il governo – ha aggiunto – deve investire più risorse e dare vigore a quanto previsto dalla legge di stabilità, riconoscendo l’importanza di quel primo embrione presente nella stessa legge sulla non autosufficienza».
