E’ ferma e netta la denuncia di Legambiente e del Cai dell’Umbria sulla volontà della giunta Tesei di fare transitare su sentieri e mulattiere dei boschi dell’Umbria Cuore Verde d’Italia, «qualunque mezzo a motore». Quanto basta per «mettere a rischio ovviamente il turismo lento, sé stessi e le altre attività fatte in quei contesti e portando il traffico perfino sulle sterrate della nostra regione», così commenta Maurizio Zara, presidente di Legambiente Umbria, l’approvazione da parte del Consiglio regionale di un emendamento al Bilancio di previsione 2024 della Regione Umbria a firma della Consigliera Puletti della Lega.

«I consiglieri regionali fanno finta di non sapere che le strade carrarecce, le mulattiere, i tratturi, i sentieri, le piste e i tratti di viabilità minore extraurbana, sono parte integrante della viabilità forestale, di quella minore storica e della rete escursionistica regionale, sulle quali la Regione Umbria ha investito negli anni ingenti risorse per la loro realizzazione e manutenzione. – continua la nota di Legambiente –. Tutti questi sentieri attraversano luoghi di grande valore naturalistico, storico e agricolo, per i quali l’Umbria è conosciuta in tutto il Mondo. E soprattutto sono percorsi da un numero sempre maggiore di cicloturisti, escursionisti e appassionati di natura, che scelgono la nostra regione come meta per le sue bellezze paesaggistiche e naturalistiche e non certo per vedersi sfrecciare una specie di fiera motoristica in mezzo ai boschi».

Le norme nazionali, indipendentemente dal titolo di proprietà, chiariscono che questa viabilità è vietata al transito ordinario. Alle regioni è demandata la definizione delle modalità di utilizzo, gestione e fruizione tenendo conto delle necessità correlate all’attività di gestione e soprattutto della tutela ambientale e paesaggistica.

«Daremo battaglia contro questa ennesima assurda aggressione al patrimonio naturale dell’Umbria che, per strizzare l’occhiolino a qualche categoria di cittadini, mette irresponsabilmente a rischio la nascente e sempre più diffusa economia del turismo lento – conclude l’associazione ambientalista – e anche l’incolumità delle persone, inducendo alcune a percorrere sentieri e mulattiere con qualunque tipo di mezzo. Una follia totale, altro che regalo di Natale».

Il Gruppo regionale Club alpino italiano-Umbria si unisce nella contestazione attraverso il presidente Gian Luca Angeli che spiega come «tale atto consentirà di fatto la libera circolazione di veicoli a motore sulla ricca rete dei sentieri escursionistici umbri, sulle mulattiere, i viali parafuoco e le piste di esbosco e di servizio a boschi e pascoli. Sulla questione chiederemo un incontro urgente con la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei».

Il Cai-Umbria, che conta oltre 4mila soci e 8 sezioni, sottolinea che «in ottemperanza di tale nuova normativa, in cui si stabilisce che il divieto di transito in quelle aree è attivo solo in presenza di specifiche tabelle di divieto di transito il cui costo unitario è indicato in 75 euro, comporterebbe un esborso di fondi pubblici “spropositato”. «Basti pensare a questo proposito – spiega Angeli – che solo la rete sentieristica umbra tracciata e gestita dalle sezioni umbre del Cai conta 444 tracciati, per uno sviluppo di oltre 3600 chilometri. A queste si devono aggiungere gli altri migliaia di chilometri dei tracciati montani di servizio».

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