Alcuni dei partecipanti alla manifestazione di questa mattina (foto F.Troccoli)

Sono quelle dei lavoratori «Le facce della crisi» portate martedì mattina dalla Cgil in una sala dei Notari gremita per ribadire il «no» alla riforma del lavoro pensata dal governo Monti e in sostegno dell’articolo 18. In una giornata caratterizzata da quattro ore di sciopero con un’adesione, secondo il sindacato, che è andata dal 50% al 90%, la Cgil è tornata a gran voce a chiedere «equità» all’interno di una riforma che «seppur necessaria, deve essere in grado di garantire crescita e occupazione». «Abbiamo scelto di portare il mondo del lavoro qui, nel cuore della città, nel luogo simbolo della democrazia cittadina – ha spiegato in apertura Vincenzo Sgalla, segretario generale della Cgil di Perugia – perché vogliamo che la voce di chi lavora e di chi subisce la crisi sia ascoltata. Non è possibile che si voglia far ricadere il peso sempre sugli stessi, i lavoratori, i pensionati».

Libertà di scelta Tante voci, tante testimonianze, quelle delle donne e degli uomini che subiscono la crisi sulla loro pelle: ci sono gli operai della Faber e quelli della Sirap Gema, le precarie del Cepu, i dipendenti pubblici, gli addetti del settore cartotecnico, le commesse di Modi e Moda e quelle di Wonderful, gli operai della ex Piselli, i pensionati e gli studenti, i poliziotti, i bancari, gli edili, gli italiani, i migranti. C’è un applauditissimo Francesco Innamorati, presidente dell’Anpi regionale, che invita a «resistere» di fronte a questo attacco ai diritti. Insomma, c’è uno spaccato del Paese reale nell’iniziativa della Cgil che ora proseguirà nei luoghi di lavoro con altre ore di sciopero (in tutto la confederazione ne ha proclamate 16, per la prima volta nella storia) e tante iniziative sui territori, assemblee, manifestazioni.«Ai lavoratori deve essere sempre lasciata la libertà di scelta tra reintegro e indennizzo – ha riaffermato nel suo intervento Mario Bravi, segretario generale della Cgil dell’Umbria – solo così si eviterà che i datori di lavoro possano usare l’arma della minaccia e del ricatto, rendendo ancora più deboli i lavoratori. Sarebbe un colpo decisivo alla democrazia nei luoghi di lavoro».

Scudiere: consenso crescente «Il consenso intorno alle posizioni della Cgil sta crescendo – ha detto Vincenzo Scudiere, segretario nazionale della Cgil che ha concluso l’iniziativa – e vediamo che anche negli altri sindacati cresce la protesta contro le scelte del Governo. Scelte che noi siamo determinati a far cambiare, attraverso la mobilitazione, affinché il Parlamento modifichi il progetto del Governo sull’articolo 18». Secondo Scudiere poi sull’articolo 18 il Governo ha perso un’occasione: «Sarebbe bastato – ha detto – prevedere il reintegro per quanto riguarda i licenziamenti economici per chiudere il cerchio». E invece «così si crea solo disparità tra i lavoratori senza generare sviluppo e occupazione».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.