di Ma. Gi. Pen. 

Sono emersi nuovi elementi della cinta muraria romana in largo Cairoli a Terni e dopo i recenti ritrovamenti, nell’ambito dei lavori partiti a ottobre 2024, si cambia: ora si procederà in tre stralci. La giunta comunale di Palazzo Spada ha approvato il progetto esecutivo della seconda parte dell’opera e il quadro tecnico economico rimodulato dell’intero intervento. 

Largo Cairoli Terni Nella delibera, proposta dall’assessore all’Urbanistica Marco Iapadre, viene ricostruito l’iter e il quadro degli interventi. Dopo il via libera al progetto esecutivo della prima parte dell’opera, a giugno 2024 il Comune aveva richiesto alla Soprintendenza «l’autorizzazione per l’esecuzione di opere e lavori sui beni culturali trasmettendo il progetto esecutivo del secondo stralcio ulteriormente perfezionato in adeguamento alle prescrizioni e indicazioni fornite». Il progetto presentato prevede «la sistemazione a parco urbano dell’intera area su cui insistevano gli edifici del preesistente monastero seicentesco». Nello specifico: ampie zone di prato, la messa a dimora di alberi e arbusti, la realizzazione di percorsi pedonali nel verde e altri elementi di arredo urbano che ripropongono, in superficie e in alcuni casi anche in elevato, le principali componenti della stratificazione urbana individuate dallo scavo archeologico e l’esposizione a vista dei reperti di massima rilevanza. In questa fase era stato proposto il «rinterro protettivo della maggior parte dei resti appartenenti alle strutture fondali del monastero seicentesco in modo da garantirne la conservazione» che nei mesi è stato oggetto di raccolta firme e audizioni in commissione consiliare a Palazzo Spada

I nuovi ritrovamenti La Soprintendenza aveva quindi autorizzato l’esecuzione dei lavori del secondo stralcio «con prescrizioni riguardanti la sistemazione nel settore di scavo denominato Area C per la quale risultano necessarie ulteriori verifiche archeologiche inerenti andamento e consistenza dei resti delle mura urbiche romane emersi». Ed è così che a fine ottobre 2024, nell’ambito dei lavori del primo stralcio, sono riprese le indagini archeologiche e, in sostanza, è continuata ad emergere la cinta muraria di età romana. A quel punto il Comune ha informato la Soprintendenza ed è scattato il sopralluogo. «I ritrovamenti della cinta muraria nell’area sud-ovest – ha spiegato a Umbria24 l’assessore Iapadre – comportano ulteriori valutazioni della Soprintendenza e ulteriori interlocuzioni. Per questo si è deciso di stralciare quella zona dal progetto esecutivo in approvazione in modo da evitare ritardi e dare nei tempi stabiliti il parco ai cittadini. Durante l’iter amministrativo e realizzativo del secondo stralcio si procederà anche a definire il terzo stralcio per andare sempre in continuità senza ritardi».

Tre stralci Così – mentre i lavori della prima parte dell’opera procedono secondo cronoprogramma – è stato aggiornato il progetto del secondo stralcio e rimodulato il quadro tecnico economico dell’intero intervento: si parla sempre di circa due milioni di euro, ma suddivisi in tre stralci. Via libera. 

Planimetria intervento Comune di Terni

 

 

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