di Chiara Fabrizi
Disagi per i passeggeri del volo Lampedusa-Perugia che la notte del 30 agosto è stato dirottato su Roma Fiumicino. A segnalare l’accaduto una coppia di pensionati di Foligno con problemi di deambulazione, i quali hanno raccontato di essere rientrati a Perugia con un taxi, tanto che, attraverso l’agenzia di viaggi a cui si erano rivolti per organizzare la vacanza nell’isola del Mediterraneo, hanno avanzato «richiesta di rimborso sia della spesa sostenuta per la corsa Fiumicino-Perugia sia per i disagi patiti a causa del ritorno da incubo». I due settantenni, infatti, sostengono che «non sia stata data nessuna informazione sul cambio dell’aeroporto di destinazione, se non a ridosso dell’atterraggio».
In base a quanto ricostruito da Umbria24, anche col direttore dello scalo umbro Umberto Solimeno e col Ceo di HelloFly Teodosio Longo, all’origine del ritardo e del conseguente atterraggio a Roma Fiumicino ci sarebbero due ragioni. La prima legata al temporale estivo che la mattina del 30 agosto si è abbattuto su Perugia al momento della partenza del volo di andata per Lampedusa, spingendo il comandante a far slittare di due ore e mezza il decollo per ragioni di sicurezza, che hanno poi causato a cascata ritardi sull’intera giornata di impiego dell’aeromobile. La seconda relativa alla chiusura dei servizi Enav, quindi della torre di controllo, dell’aeroporto di Perugia, prevista di norma per le 23, ma che il 30 agosto, proprio a causa dei ritardi accumulati fin dal mattino, era stata estesa all’una del mattino del 31 agosto.
In questo quadro, Longo di HelloFly, che commercializza i voli tra Perugia, Lampedusa e Pantelleria, ha sostanzialmente spiegato a Umbria24 che l’equipaggio del volo in questione, partito pochissimi minuti dopo le 23 da Lampedusa, anziché alle 19:50, prevedeva di riuscire ad atterrare in tempo a Perugia, cioè prima dell’orario di chiusura della torre di controllo esteso alle 1, perché la tratta tra l’isola e lo scalo umbro si copre in circa due ore. Ma così non è andata, perché all’una l’aereo non era ancora a Perugia, dalla torre di controllo dello scalo umbro è stata comunicata la chiusura e al pilota non è rimasto altro da fare che contattare Roma Fiumicino per chiedere una pista di atterraggio.
Per questo motivo il dirottamento del volo Lampedusa-Perugia nell’aeroporto principale della capitale è stato comunicato soltanto a ridosso dell’atterraggio, come raccontato dai pensionati di Foligno. E sempre per questo motivo il pullman per garantire il servizio di trasferimento da Fiumicino a Perugia, dove i passeggeri dell’aereo avevano lasciato le auto o erano attesi da parenti e conoscenti, è stato reso disponibile soltanto intorno alle 3 del mattino, cioè circa un’ora e mezzo dopo l’atterraggio del volo di Lampedusa. Con buona pace dei viaggiatori, che alla fine a Perugia sono arrivati alle 5 del mattino.
