Camici bianchi

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha tagliato del 25% i prezzi di circa 4.200 farmaci generici ma i prezzi al dettaglio sono rimasti invariati per il mancato adeguamento da parte delle aziende farmaceutiche.
Danno per 105 euro Per Adoc che ha denunciato la situazione all’Antitrust il danno è di 105 euro l’anno a famiglia. «L’Aifa ha finalmente tagliato del 25% i prezzi dei farmaci generici riallineandoli alla media europea come richiesto a più riprese dall’Adoc ma i consumatori sono stati beffati dalle aziende farmaceutiche che hanno mantenuto i prezzi invariati. Il mancato adeguamento al tariffario dell’Aifa causerà un danno di circa 105 euro l’anno a persona considerando che annualmente si spendono 420 euro e che la spesa si incrementa de facto del 25%. Prima del taglio il costo medio di un farmaco generico era di 13 euro oggi dovrebbe essere di 5 euro ben 8 euro di differenza. Ma in farmacia questo ribasso non si è verificato e il consumatore continua a pagare il vecchio prezzo», spiega l’Adoc.
La denuncia «Abbiamo per questo denunciato l’accaduto all’Antitrust ipotizzando una violazione della concorrenza e una grave lesione dei diritti dei consumatori», dice ancora l’Adoc in una nota.

Gli sprechi Per Adoc occorre intervenire anche nella lotta agli sprechi farmaceutici ogni famiglia è costretta a buttare circa 80 euro l’anno. Circa 80 euro l’anno vengono sprecati a causa delle confezioni non conformi alla terapia prevista il 18% della spesa complessiva ad esempio alcuni beccucci dei flaconi e degli spray non consentono l’utilizzo di circa il 20% del prodotto reso praticamente inaccessibile. Discorso simile per i medicinali in gocce dato che poco meno del 10% rimane nella boccetta inutilizzabile. Inoltre la maggioranza dei farmaci confezionati in blister contiene un numero di compresse superiore o inferiore del 30% in media rispetto al normale ciclo terapeutico per cui viene impiegato. In tale modo si costringe il malato ad acquistare una seconda scatola del farmaco o a mantenere in giacenza la confezione spesso fino alla scadenza del prodotto. Alimentando lo spreco causando danni ingenti all’economia familiare e nazionale per ben 15 miliardi di euro. Uno spreco assolutamente non giustificabile e preoccupante.

Le scadenze Inoltre il tempo di scadenza dei medicinali si è notevolmente ridotto rispetto ad anni fa. La scadenza media di un prodotto è passata dai 2 anni ai 6 mesio un anno al massimo. Comportando l’acquisto forzatoe inutiledi più confezioni nell’arco di un annosoprattutto di farmaci destinati alla cura di patologie non croniche”.

Giornalista dal duemila, ha lavorato per il Messaggero e Reuters. Ha fondato e diretto la rivista Artico, i quotidiani giornale del Cilento e Umbria24. Ha svolto a lungo attività di freelance anche come videoreporter. Ha svolto e svolge attività di formazione sul giornalismo digitale e multimediale.