Sparagna nella sua Frigolandia (©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi 

Almeno fino al 2035 Frigolandia avrà il diritto di rimanere in quella che è dal 2005 la sua casa di Giano dell’Umbria. E se il Comune vorrà mandarla via dovrà adeguatamente motivare la decisione (cosa che finora non ha fatto) e, in caso, versare un «congruo indennizzo». Sono questi i punti salienti della sentenza con cui la Settima Sezione del Consiglio di Stato ha accolto il ricorso di Frigolandia (difesa dall’avvocato Alessandra Fagotti), ribaltando il verdetto di primo grado emesso nel febbraio 2022 dal Tar dell’Umbria.

I PERCHÉ DELLO SGOMBERO

FOTOGALLERY: VIAGGIO A FRIGOLANDIA

L’ordinanza Il caso è scoppiato nel marzo 2020 quando, in pieno lockdown, l’amministrazione comunale di Giano  recapita alla Repubblica fondata da Vincenzo Sparagna un’ordinanza di sgombero. In ballo, dal 2013, c’è un progetto legato al Puc (il Piano urbano complesso) con cui si prevede un intervento di riqualificazione della struttura di Montecerreto, con l’obiettivo di «restituire alla stessa – sosteneva il Tar – la sua natura di rifugio escursionistico e posto tappa trekking, rivalutandone appunto la funzione di pubblico utilizzo». Per il Consiglio di Stato però questo interesse pubblico non è stato adeguatamente motivato né chiarito. 

L’APPELLO PER SALVARE FRIGOLANDIA

VIDEO: L’APPELLO AL MINISTRO

La sentenza «A fronte di tale progettualità, risalente al 2013, e di cui non si evince, nell’ordinanza di sgombero, la permanenza e l’attualità – è detto nella sentenza – si è registrata una sostanziale inerzia dell’amministrazione che si è determinata ad azionare lo strumento di cui all’art. 823 cc (lo sgombero, ndr) solamente l’11 marzo 2020». Nessun dubbio poi da parte del Consiglio di Stato c’è a proposito della convenzione che regola i rapporti tra il Comune e Frigolandia. Questa, sottoscritta nel 2005, ha una durata decennale e prevede un rinnovo automatico per almeno tre volte, con facoltà di recesso anticipato solo nelle mani di Frigolandia. Un atto che, per il Consiglio, non essendo viziato da illogicità ricade nella sfera «di piena discrezionalità amministrativa».

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La Repubblica è salva L’obiettivo di un così lungo affidamento «potrebbe spiegarsi – scrivono i giudici – con la volontà dell’amministrazione comunale di dare vita a un progetto di utilizzazione particolarmente impegnativo». Nel corso degli anni la creatura di Sparagna ha fatto a Montecerreto, sede anche del Nuovo Male e di Frigidaire, importanti e costosi lavori di recupero infrastrutturali, grazie ai quali è stato possibile dare vita a un museo con oltre 500 opere oltre a un ricco calendario di iniziative. Una «città immaginaria dell’arte» in difesa della quale si sono subito levate molte voci. Una petizione lanciata da Frigolandia ha raccolto oltre 20 mila firme, senza dimenticare l’intervento di molte personalità della cultura, raccolte fondi e iniziative di sostegno. La Repubblica – che rappresenta uno dei più originali esperimenti culturali a livello europeo – almeno fino al 2035 è salva.

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