di Daniele Bovi
Caramelle e cioccolatini continueranno a far parte della vita di Andrea, anche se con un’importanza e un carico affettivo molto minori. In un panorama, a Perugia come nel resto d’Italia, fatto di edicole che chiudono falcidiate dalla crisi, da lunedì c’è una sorpresa in via Cortonese: un chiosco che dopo due anni rialza le saracinesche; una notizia che nel gergo giornalistico si definirebbe «uomo morde cane». L’edicola si trova lungo una delle vie più trafficate del capoluogo umbro e a ridargli vita è il 45enne perugino Andrea Fabrizi, alla prima esperienza nel settore: «Lo so – racconta a Umbria24 – che è una mattata, voglio vedere come va per uno o due anni e poi tirerò le somme».
Dalle caramelle ai giornali Andrea viene da tutt’altra esperienza dato che 23 anni della sua vita li ha passati nello stabilimento della Perugina, reparto caramelle, quelle che ora si possono comprare nella sua edicola: «A me e ad altri – spiega – alla fine l’azienda ci ha messo un po’ alle strette. Io sono uno di quelli che ha deciso volontariamente di andarsene con una piccola buonuscita». Tra esuberi e uscite volontarie negli anni passati la ‘ristrutturazione’ alla Perugina-Nestlé di San Sisto è stata pesante e le prospettive per Fabrizi non erano certo delle migliori: «Tutti i marchi delle caramelle, come dei biscotti, sono stati venduti; ero un numero che non esisteva più e la prospettiva era quella di rimanere come stagionale, oppure lavorare tutto l’anno sì, ma 4 ore al giorno. Alla fine erano sempre 700 euro al mese, e allora ho detto basta e me sono andato».
Nel limbo La storia di Andrea è importante perché è un esempio di quanto hanno vissuto e stanno vivendo migliaia di uomini e donne che, a metà della loro vita, si ritrovano con le mani in mano; troppo giovani per andare in pensione ma troppo vecchi per reinserirsi con facilità nel mondo del lavoro. Un limbo: «A quel punto, nel 2019, mi sono chiesto che fare. Mi sono guardato intorno, mi hanno fatto proposte per pochi mesi ma di sentirmi precario a 45 anni con moglie e figlia non mi andava; e allora ho deciso di mettermi per conto mio». All’inizio Fabrizi aveva pensato a una tabaccheria, ma l’investimento iniziale è molto consistente e forse, visti i ricavi, non ne valeva fino in fondo la pena: «Poi ho visto questa edicola quassù, e ho pensato che avesse delle buone potenzialità con un basso investimento».
PERUGIA, LA CRISI DELLE EDICOLE E I PROGETTI DI RILANCIO
I problemi Da due anni il quartiere non aveva più questo punto di riferimento, la cui riapertura è stata accolta con tanti sorrisi da chi abita in zona: «Qui – racconta Andrea – sembrano contenti. Con dei signori ho parlato a lungo, vengono qui, ci scappa la chiacchierata, il giornale, le figurine per il nipote che non trovavano più». Con i sorrisi e le pacche sulle spalle però i conti a fine mese non tornano, e così Andrea ha deciso di ampliare l’offerta per provare a sopravvivere. Nell’edicola ci sono giocattoli e dolci, cancelleria, una fotocopiatrice, ricariche telefoniche, la possibilità di pagare i bollettini e non solo: con il vero e proprio boom dell’e-commerce, Fabrizi ha già fatto domanda ad Amazon per offrire anche il servizio di ritiro dei pacchi: «Con i giornali – dice – non si può sopravvivere anche perché su una copia da 1,20 euro noi prendiamo il 20%; fare i conti è facile».
«ABBASSARE I COSTI E TRASFORMARLE IN HUB DI INNOVAZIONE»
Tasse e progetti L’altro problema è il carico fiscale: «Il Comune – spiega – dovrebbe venirci incontro. Per un ‘baracchino’ di 15 metri quadrati pago due tasse per un totale di 3 mila euro, più l’immondizia anche se ora quei pochi rifiuti che produco me li devo portare a casa perché non ho cestini a disposizione. In altri Comuni non bisogna versare sia la concessione edilizia che il suolo pubblico. Ci devono venire incontro». Come esempio Andrea cita Todi, dove il Comune nelle ultime ore ha deciso di esentare chi apre nuove attività dal pagamento di Tosap e Tari. Di edicole si è discusso recentemente a Palazzo dei Priori, dove il dossier è tra le mani del neo assessore Gabriele Giottoli, che punta a inserire le edicole nell’ambito dei progetti sulla smart city: vista la loro capillarità potrebbero fornire servizi come il portierato di quartiere, quelli legati al progetto di Circoscrizione 4.0 (sperimentata a Ponte Felcino) o altri di cui i diversi quartieri hanno bisogno. La sfida per la sopravvivenza di queste realtà passa anche da qui.
Twitter @DanieleBovi
