Manifestazione degli agricoltori

di Stefania Supino

In questa protesta che da quasi due settimane sta creando caos, ormai non solo in Italia ma anche fuori dai nostri confini, sempre più giovani agricoltori si fanno portavoce dei numerosi gruppi che si sono creati nelle regioni per manifestare contro alcune politiche agricole nazionali ed europee. Umbria24 ha voluto approfondire la storia e la motivazione che ha spinto uno di questi ragazzi a prendere parte alla protesta dei trattori.

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Protagonista Riccardo Di Giacomo è un giovane agricoltore di 21 anni che lavora nella sua azienda agricola di famiglia, a Castel Ritaldi, e coltiva una grande passione per il settore primario. L’azienda nasce intorno agli anni ’70 del secolo scorso, fondata da due fratelli e oggi condotta dal padre di Riccardo, Claudio, e da suo cugino, Marco. «È un’azienda che dà lavoro a otto dipendenti, nonostante molte difficoltà, ed è proprio per questo periodo critico che l’agricoltura sta vivendo – afferma Riccardo – che siamo costretti a ribellarci in modo serio e concreto fin quando non vedremo risposte alle nostre richieste».

I blocchi autostradali La protesta nasce per volontà di alcuni lavoratori del settore agricolo, che in quanto rappresentanti, comunicano novità sulle manifestazioni e decisioni sui modi e luoghi in cui presidiare. «Noi agricoltori umbri, insieme ad altri che provengono da altre regioni di Italia, ci diamo appuntamento ad Orte, cercando di essere quanto più numerosi, e manifestiamo per bloccare il sistema che ad oggi è totalmente insostenibile» dichiara Riccardo.

Motivazioni Le ragioni delle proteste ormai sono note a tutti e sono queste che spingono coltivatori e allevatori di tutta Italia a prendere parte ad una manifestazione pacifica che da quasi due settimane si sta diffondendo a macchia d’olio sul territorio nazionale. L’obiettivo principale è quello di tutelare il made in Italy e fermare le leggi che mettono a rischio il modello di alimentazione finora diffuso nel Paese e il futuro, non solo di questi lavoratori, ma di tutti gli italiani. Gli agricoltori, come ci spiega Riccardo, denunciano i costi di produzione insostenibili, la svalutazione dei prodotti italiani, la mancata esenzione Irpef su terreni agricoli nella legge di bilancio, l’eliminazione delle agevolazioni per l’acquisto di gasolio agricolo e politiche green proposte dall’Europa.

I cittadini Sorprendente è il sostegno e l’appoggio che questi manifestanti ricevono dalle persone, come afferma Riccardo: «Oltre a noi agricoltori molte persone esterne al settore agricolo ci sostengono e ci incoraggiano a proseguire questa lotta, il cui intento è quello di tutelare il presente e il futuro di tutti gli individui».

Oltre i confini I cortei dei trattori sfilano in tutta Europa e la manifestazione di ieri davanti al Parlamento Ue di Bruxelles ha visto la presenza di molti agricoltori italiani che sbandieravano il tricolore sopra i propri mezzi. La protesta ha contato la presenza di 1.300 trattori e oltre 2.500 manifestanti, presenti per ribellarsi alle politiche europee. «I presenti a Bruxelles, oltre ai problemi citati, hanno protestato anche per le nuove regole della Pac, che prevedono l’obbligo di mantenere il 4 per cento dei propri terreni incolti -afferma Riccardo e prosegue – per mia modesta opinione è il miglior modo che abbiamo per farci sentire e per poter valorizzare il nostro lavoro e il nostro futuro».

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