Il ministro Giannini con il rettore Moriconi (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Il 706esimo anno accademico dell’Università di Perugia inizia con le lacrime di Franco Moriconi, rettore da pochi mesi dello Studium perugino. Una voce che si rompe al termine della relazione di 16 pagine quando, dopo aver citato Gramsci e Don Milani sul valore della cultura ed Erasmo a proposito della «sana follia che ci ha insegnato a vivere nel nostro sapere», parla della «fiducia che dobbiamo ai giovani che si affidano a noi», dei «traguardi luminosi da affidare ai nostri giovani e da perseguire con ogni forza», anche «al di là delle contingenze difficili». Ed è proprio dai problemi che inizia la prima relazione di Moriconi da nuovo rettore di un Ateneo passato, come tutti gli altri, dalle forche caudine della riforma Gelmini: «Un processo lungo e non sempre lucido», al termine del quale Moriconi avverte «una sensazione di fatica e di sfiducia, un clima di tensione». Oggi però «il tempo delle parole vane e delle lacerazioni è finito», e Moriconi chiede quindi collaborazione a tutte le forze dell’Università e alle istituzioni culturali e locali.

FOTOGALLERY – LA CERIMONIA

Emergenza assoluta Uno Studium che vive in un contesto generale dove l’università italiana si trova di fronte ad una «emergenza assoluta», una «crisi profonda e tristemente troppo lunga» tra calo degli iscritti, boom di abbandoni, pochi laureati rispetto alla media europea e una piccolissima parte dei ricercatori (meno del 10%), che riesce ad essere assorbita dagli atenei dove hanno studiato. In questo scenario Moriconi rivendica quanto fatto in questi primi mesi di settennato, dall’adozione della programmazione triennale (con punti da verificare passo passo), la garanzia di una «ampia e libera circolazione delle informazioni all’interno della nostra istituzione» attraverso la pubblicazione dei verbali, la bacheca d’ateneo sul sito dello Studium, un fondo minimo iniziale per la ricerca di base e l’incentivo «al fine di moltiplicare la partecipazione dei nostri ricercatori ai bandi europei».

L’INTERVENTO DEL MINISTRO GIANNINI

Ricerca E proprio a due ricercatori cresciuti all’interno dell’Università di Perugia, Diego Perugini ed Enrico Tiacci, mercoledì sono stati consegnati durante la cerimonia due attestati al merito scientifico. Il primo lo ha ottenuto grazie al suo progetto «Chronos», dedicato alla previsione delle eruzioni vulcaniche, mentre il secondo per le sue ricerche sulla cura delle leucemie. Moriconi poi nella sua relazione ha posto l’accento sulla necessità di interfacciarsi con il mondo dell’impresa attraverso un «dialogo sistematico con tutte le associazioni di categoria». Nelle prossime settimane inoltre c’è l’intenzione di stabilizzare i 95 precari che da anni lavorano per l’Ateneo. Agli studenti invece Moriconi ricorda il trasferimento delle segreterie dentro i dipartimenti e quelli che, per il futuro, chiama i «due obiettivi primari». Il primo riguarda l’abbassamento dei costi del trasporto pubblico mentre il secondo è l’ambulatorio medico per gli studenti fuori sede.

LA POLEMICA – POLLI: «SI DIMENTICA DI TERNI»

Città universitaria Al sindaco Wladimiro Boccali che lo ascolta dalla prima fila, Moriconi ribadisce che non farà mancare il suo contributo per il sostegno alla candidatura di Perugia a Capitale europea della cultura 2019, così come «non mi stancherò mai di promuovere l’idea di “Perugia città universitaria”, quale progetto complessivo da realizzare con il concorso di tutte le istituzioni cittadine e territoriali, pubbliche e private, di alta formazione, culturali ed economiche». Un protocollo che dovrebbe essere firmato nel giro di alcune settimane e che molto interesserà a quegli studenti che mercoledì hanno parlato per bocca di Alberto Maria Gambelli, che ha ricordato il forte calo delle iscrizioni (-22%), con picchi in alcuni corsi di laurea del 50%. Tra i motivi, oltre ai fatti di cronaca nera, Gambelli cita i problemi relativi ai trasporti e alla carenza di servizi offerti come biblioteche e mense. Convincono invece, «con il beneficio della verifica», l’idea delle aule studio gestite dagli studenti e la realizzazione della cittadella dello sport. Tutti temi di cui probabilmente si parlerà nella Carta dei diritti che gli studenti stanno scrivendo in queste settimane.

Il personale Da parte del personale tecnico invece, rappresentato da Letizia Pietrolata, è arrivata la richiesta, diretta al ministro Stefania Giannini, di una modifica della legge 240 così da poter far entrare il personale nel consiglio di amministrazione degli atenei «con una rappresentanza almeno pari a quella garantita agli studenti». Sempre al ministro Pietrolata ha chiesto risorse per la stabilizzazione dei precari, «ingabbiati in questa inaccettabile condizione».

Twitter @DanieleBovi

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