Alla gola del Bottaccione di Gubbio il ‘golden spike’, ovvero il chiodo d’oro, che vengono piantati ovunque si rilevino geositi di interesse mondiale e indicano i punti nei quali è fisicamente presente un limite tra due età geologiche. Nel caso specifico il riconoscimento certifica ufficialmente lo strato di roccia di 83,6 milioni di anni fa, individuato come riferimento universale definire la base del Campaniano, il periodo geologico del Cretacico superiore compreso fra 72,1 e 83,6 milioni di anni fa.
Chiodo d’oro alla gola del Bottaccione A individuare i requisiti un gruppo di ricerca internazionale che si occupa specificatamente di definire e tenere aggiornata la scala cronostratigrafica internazionale, ovvero il calendario degli eventi geologici della Terra. Dopo aver preso in esame le caratteristiche paleontologiche, fisiche e chimiche delle rocce di diversi siti geologici nei vari continenti, i ricercatori hanno proposto alla Commissione internazionale di stratigrafia di riconoscere la gola del Bottaccione come la migliore località al mondo per definire la base del Campaniano. La proposta è stata ratificata dall’Unione internazionale delle scienze geologiche nell’ottobre scorso e il 26 luglio è prevista la cerimonia per la posa del chiodo d’oro. Quest’ultimo indicherà il confine fra il periodo Campaniano e il Santoniano, compreso fra 83,6 e 86,3 milioni di anni. La cerimonia è a cura dell’Unione internazionale per le Scienze geologiche, del Comune di Gubbio e della Commissione Internazionale per la stratigrafia.
La gola del Bottaccione diventa geosito di interesse mondiale col ‘chiodo d’oro’
A Gubbio il riconoscimento certifica ufficialmente lo strato di roccia di 83,6 milioni di anni fa
