Pendolari (Foto Fabrizio Troccoli)

di Ivano Porfiri

Il 2012 a chi viaggia in treno in Umbria ha riservato brutte sorprese: un aumento dei costi dei biglietti del 25% e solo lo 0,26% del bilancio regionale destinato al servizio ferroviario pendolare (la Provincia di Bolzano investe per lo stesso numero di pendolari il 2,43% del proprio bilancio). E’ dura la vita del pendolare umbro, una vita fatta dell’alzarsi presto la mattina e sperare che tutto vada bene. Sono 27.300 i lavoratori e studenti che ogni mattina si affidano al treno in condizioni spesso disagiate, in preda a ritardi, imprevisti, disservizi. Molti si spostano nella regione, ma tantissimi si muovo da e per Roma. Si è occupato di loro Pendolaria 2012, il rapporto di Legambiente dedicato alla mobilità sostenibile e ai diritti di chi ogni giorno si sposta in treno. L’associazione li ha incontrati alla stazione di Foligno per fare il punto.

Pochi investimenti «E’ vero che arrivano dal Governo centrale meno risorse alle Regioni per il trasporto ferroviario – commenta Legambiente Umbria – ma non si venga a dire che i bilanci in questi anni non permettevano investimenti maggiori. Ben altre risorse sono andate a spese come fiere, rappresentanza e comunicazione. Così come vengono scelte strade e autostrade come priorità di investimento: la Regione Umbria dal 2003 al 2012 ha destinato 179,89 milioni di euro per le strade contro i 28,76 milioni di euro per le ferrovie. Emblematico è anche il caso dell’aeroporto di Sant’Egidio, per il cui ampliamento la Regione ha speso 12 milioni di euro». «Con un presente disagiato ed un futuro sempre più incerto, i pendolari umbri chiedono servizi migliori e maggior rispetto di chi fa una scelta di ecologia nel trasporto e nelle relazioni fra le persone», conclude l’associazione ambientalista, che promuove un appello ai nostri politici: «I soldi sono pochi, le scelte vanno fatte, all’appuntamento con il futuro ci arriveremo su gomma o su rotaia?».

Incubo quotidiano I tre “incubi” individuati da Pendolaria per i passeggeri dei treni sono: le grandi aree urbane, il ritardo del Mezzogiorno e i collegamenti ormai considerati “secondari”, quelli effettuati con Intercity, Espressi, Diretti che avrebbero bisogno di treni nuovi e più veloci, a orari cadenzati e di una migliore integrazione con il servizio pubblico su gomma e invece rischiano di vedere aumentato il già evidente degrado del servizio. E’ quest’ultimo quello più impellente per i pendolari umbri. Legambiente lancia un allarme al nuovo Governo ed al Parlamento per questo tipo di collegamenti, dove la vita di chi viaggia diventa ogni giorno più complicata e l’esasperazione per le difficoltà porta tante persone a essere obbligate a rinunciare a usare il treno perché impossibilitate ad arrivare al lavoro in orario. Senza dimenticare che su queste tratte non sono previsti investimenti e che quindi la situazione andrà peggiorando.

Numeri e biglietti In Umbria per 521 km di ferrovie sono 27.300 le persone che si spostano in treno, di cui 6.620 abbonati. Il prezzo del biglietto è aumentato in quasi tutte le Regioni negli ultimi due anni e anche in Umbria viene segnalato un +25% nel 2012.

Gli investimenti Sulle infrastrutture viene criticato il fatto che le Regioni scelgono strade e autostrade come priorità degli investimenti. Complessivamente rappresentano il 60% degli stanziamenti regionali, mentre la somma di ferrovie e metropolitane arriva al 40%. “Emblematico – si legge – il caso dell’Aeroporto di Perugia per il cui ampliamento la Regione Umbria ha speso 12 milioni di euro invece di comprare nuovi treni”. Fra il 2003 e il 2012, secondo Pendolaria, in Umbria si sono spesi per le ferrovie 28, 76 milioni di euro a fronte di 179,89 per le strade.

Contratto di servizio Il Rapporto Pendolaria 2012 ha analizzato in ogni Regione le risorse e gli impegni previsti nei Contratti di servizio, per capire come le politiche dei governi locali sui trasporti si siano tradotte o meno in attenzioni e investimenti a favore del trasporto ferroviario pendolare. Quello in vigore in Umbria, peraltro in scadenza, ha un importo di circa 41 milioni di euro, di cui 36 in capo a Trenitalia e 5 a Fcu.

Acquisto nuovi treni Parlando degli investimenti per il materiale rotabile è particolarmente importante dal punto di vista dei pendolari perché mette in evidenza i fondi per l’acquisto di nuovi treni e, proprio per questo motivo, si è deciso di considerare anche gli stanziamenti provenienti dai Fondi FAS, per mostrare chi ha scelto di spostare qui, invece che su altre voci di spesa, queste risorse. La Provincia di Bolzano, con 71,5 milioni, e la Toscana, con circa 50 milioni, sono le realtà dove nell’ultimo anno si è investito di più. Secondo il rapporto in Umbria sono stati 7 i milioni per nuovi convogli destinati ad Umbria Mobilità. Chi ha investito di più in valore assoluto per i servizi aggiuntivi ed il materiale rotabile nel periodo 2001-2012 è la Lombardia, 390 mln di Euro per i servizi e circa 870 per il materiale rotabile, per un totale di 1.270 milioni di euro. L’Umbria nello stesso periodo ha investito 35 milioni. Per quanto riguarda le risorse messe a disposizione nel 2012 si conferma per il terzo anno consecutivo al vertice la Provincia Autonoma di Bolzano che, come lo scorso anno, è l’unica ad investire più dell’1% del proprio bilancio sui trasporti ferroviari. LUmbria è circa a metà classifica anche se in leggero miglioramento con lo 0,26% di stanziamenti sul bilancio regionale.

Le penali Guardando alle penali per non aver rispettato gli standard (puntualità, pulizia, ecc.) previste dai Contratti di Servizio, nei confronti dei gestori del servizio ferroviario in Umbria sono state di 167 mila euro nel 2011 e di un milione e 288 mila euro se si guarda al periodo 2001-2011, i cui proventi sono stati utilizzati per restyling o servizi aggiuntivi.

Il Minimetrò Per chiudere con una buona notizia, Pendolaria riporta tra le note liete del trasporto nazionale il Minimetrò di Perugia. Per Pendolaria «le stazioni rappresentano un punto di eccellenza, anche estetica, della linea metropolitana grazie alle aree di interscambio fra auto, autobus del trasporto pubblico e turistici, nonché con la stazione ferroviaria. Le vetture, 25 in tutto, possono ospitare 50 persone ciascuna ed hanno una frequenza di circa 1 ogni minuto regolata da un sistema automatico, il che ha permesso di raggiungere risultati eccellenti nonostante un servizio ancora poco esteso: quasi 10.000 persone al giorno usufruiscono del Minimetrò perugino, circa 3 milioni annui».

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