Chiesa di San Matteo degli armeni

di MA.T.

Venerdì 10 giugno, alle ore 11, presso la sede del Centro ecumenico ed universitario “San Martino”, in via del Verzaro, 2, a Perugia, si terrà la conferenza stampa di presentazione dell’opera ecumenica svolta dall’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve nell’accogliere le comunità ortodosse romena e russa, concedendo loro dei luoghi di culto dove celebrare le loro liturgie. E’ la nota ufficiale della diocesi. Le chiese messe a disposizione delle due comunità ortodosse sono quelle di San Fiorenzo, in via Alessi, e di San Matteo degli Armeni, fuori Porta Sant’Angelo. La prima, di proprietà dell’omonima parrocchia, poggia sulle fondazioni di una chiesa risalente al secolo VIII ed in gran parte riedificata tra il XVII ed il XVIII secolo; la seconda, di proprietà del Capitolo dei Canonici della cattedrale di San Lorenzo, è stata edificata nella seconda metà del secolo XIII e recentemente restaurata.

Una storia che parte da lontano Ad anticipare quanto sia importante l’opera della Chiesa perugino-pievese, iniziata quasi mezzo secolo fa, nel favorire concretamente l’ecumenismo tra le diverse confessioni cristiane presenti a Perugia, è mons. Elio Bromuri, direttore dell’Ufficio diocesano per l’Ecumenismo ed il dialogo interreligioso. «Già è in atto dai tempi della celebrazione del Concilio Vaticano II anche nella città di Perugia – ricorda il sacerdote – una amichevole collaborazione tra cristiani di diverse confessioni, in modo particolare con le comunità evangeliche, soprattutto i valdesi, e con gli ortodossi. Il Centro ecumenico ed universitario “San Martino” è attivo con iniziative di studio e dialogo fin dalla metà degli anni ’60. In questo clima di stima reciproca nel corso degli anni è stata fatta richiesta alla nostra Diocesi, da parte della comunità ortodossa greca, prima, e negli ultimi anni anche dalla comunità ortodossa romena e da quella di lingua slava, di avere in uso provvisorio dei luoghi di culto per le rispettive comunità».

I trascorsi «Alcuni anni fa – precisa mons. Bromuri –, l’allora arcivescovo mons. Giuseppe Chiaretti, in accordo con i suoi collaboratori e i parroci, ha concesso agli ortodossi greci una chiesa in via Benincasa (traversa di via dei Priori), tuttora funzionante con il suo parroco padre Giorgio Chachidze. In seguito è stato concesso un locale agli ortodossi romeni presso la parrocchia di San Barnaba, in via Cortonese, e la piccola chiesa di San Giuseppe, che fa angolo tra corso Cavour e i “Tre Arci”, in pieno centro storico. Attualmente, l’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti ha accolto le richieste sia del reverendo padre Jonut Radu, del Patriarcato di Romania, che del reverendo padre Nicolae Dragutan, del Patriarcato di Mosca, vista la numerosa consistenza di fedeli delle loro due parrocchie, concedendo, al primo, l’uso della chiesa di San Fiorenzo, e al secondo la chiesa di San Matteo degli Armeni».

La presentazione Le motivazioni e le modalità di questo importante gesto di fraternità tra Chiese sorelle saranno illustrate agli organi di stampa e ai cittadini interessati nel corso della conferenza stampa, alla quale interverranno l’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti, il presidente del Capitolo dei Canonici della cattedrale di San Lorenzo, mons. Fausto Sciurpa, il parroco di San Fiorenzo, don Mario Stefanoni, i parroci delle comunità ortodosse romena, don Jonut Radu, e russa, don Nicolae Dragutan. Coordinerà mons. Elio Bromuri, direttore degli Uffici diocesani per l’Ecumenismo ed il dialogo interreligioso e per le Comunicazioni sociali.

Giornalista dal duemila, ha lavorato per il Messaggero e Reuters. Ha fondato e diretto la rivista Artico, i quotidiani giornale del Cilento e Umbria24. Ha svolto a lungo attività di freelance anche come videoreporter. Ha svolto e svolge attività di formazione sul giornalismo digitale e multimediale.