di Erduin Ortega
Riprendiamo per mano la pace: «Palestina e Israele: due popoli, due Stati, stessa dignità, stessi diritti, stessa sicurezza».
È questo lo slogan della manifestazione che si è tenuta domenica a Perugia, in piazza Italia, a cui hanno partecipato centinaia di persone, tra rappresentanti della società civile, associazioni e sindacati.
L’iniziativa è stata promossa dalla Fondazione Perugia-Assisi per la cultura della pace, in risposta alla recente escalation di violenza tra Israele e Palestina. Un’occasione per lanciare un appello ai partiti politici e alle istituzioni, affinché facciano la loro parte per promuovere la pace.
Durante la manifestazione è stata letta una testimonianza di Yousef, un ragazzo palestinese che lavora con le persone con disabilità a Gaza. «Nessuno chiede di giustificare la violenza, chiedo solo di fermarla», ha detto. Yousef racconta come la sua famiglia, amici e colleghi siano «intrappolati a Gaza, senza acqua, elettricità o assistenza medica. Le bombe hanno distrutto case e quartieri interi, provocando centinaia di morti e migliaia di feriti». È un appello alla coscienza umana a fermare la violenza e a garantire la protezione dei civili.
I report dell’Onu sino a ieri infatti hanno documentato 315 vittime a Gaza, tra cui 74 bambini, e altri 400 mila palestinesi sfollati. In Israele, i feriti sono 183.
Matias Cravero, rappresentante degli studenti dell’Università degli Studi di Perugia, è intervenuto così: «Siamo in piazza per chiedere un cessate il fuoco e una soluzione di pace. Molti nostri colleghi e molte nostre colleghe stanno soffrendo questa situazione, la nostra è una città profondamente legata alla storia di quei territori. Stiamo lavorando per cercare di garantire delle soluzioni di continuità sui percorsi di studio». «Dobbiamo ripartire da qui per chiedere impegni a tutti», è stato detto ancora: «Non si tratta di scegliere da chi parte stare, ma di stare dalla parte di chi soffre e ripartire da loro. Dobbiamo cambiare il mondo perché si può quando lo si vuole per davvero».
Al termine della manifestazione, è stato osservato un minuto di silenzio per tutte le vittime della guerra.




