di Dan. Bo.
Un nuovo decreto con lo scopo di innalzare le soglie di Isee e Ispe per l’assegnazione delle borse di studio. Ad aprire alla possibilità è stato il ministero dell’Istruzione che venerdì ha incontrato il Consiglio nazionale degli studenti universitari, l’Andisu (l’Associazione nazionale degli organismi per il diritto allo studio universitario) e la Conferenza Stato-Regioni. All’ordine del giorno c’è il tema del quale si sta discutendo da tempo, ovvero il metodo di calcolo del nuovo Isee che, a causa di un innalzamento dei parametri relativi ai patrimoni immobiliari, sta provocando molti problemi agli studenti i quali, da un anno all’altro e senza che la situazione economica delle famiglie di appartenenza sia mutata, si stanno vedendo negare le borse di studio e tutti i relativi benefici. Già oltre 200, secondo quanto denunciato dall’Udu Perugia giorni fa, i casi registrati.
L’incontro Durante l’incontro il ministero ha spiegato che l’operazione preliminare consisterà nell’acquisizione dei dati definitivi che riguardano coloro che sono rimasti esclusi dalle graduatorie nelle varie regioni; solo a quel punto, con i numeri di fronte, si deciderà se scrivere o no un nuovo decreto. Come riferito però dal portavoce di Link-coordinamento universitario dopo l’incontro, il ministero ha anche detto di non avere risorse a sufficienza per coprire un nuovo bando, spostando quindi la palla alle Regioni che ne parleranno in una prossima riunione della Conferenza Stato-Regioni.
C’è un percorso «Finalmente abbiamo ottenuto – commenta Jacopo Dionisio, coordinatore nazionale dell’Udu – almeno un percorso delineato e la presa d’atto da parte delle istituzioni della necessità di un intervento urgente. Accogliamo positivamente gli impegni emersi da tavolo, e continueremo a fare pressioni perché si arrivi rapidamente a un innalzamento delle soglie Isee e Ispe, con la pubblicazione di nuovi bandi territoriali per le borse di studio, cui possano accedere tutti gli esclusi dalle attuali graduatorie. La priorità rimane però quella di avere ulteriori finanziamenti dallo Stato, mentre in Finanziaria sembra che neanche un euro sia stato investito sul diritto allo studio, è ridicolo. Daremo battaglia al Governo per trovare risorse aggiuntive per il diritto allo studio».
Diritto allo studio Di risorse per il diritto allo studio infatti nella legge di di Stabilità non c’è traccia. Nelle settimane che hanno preceduto la stesura della manovra si era parlato di un intervento da 100 milioni per il 2016, rimasto però lettera morta se si guarda al testo uscito dal consiglio dei ministri. Da parte sua il rettore dell’Università di Perugia, Franco Moriconi, in un’intervista trasmessa venerdì dal Tgr Umbria, ha fatto capire che l’Ateneo più di così non può fare: «È un problema – ha detto – che dovrà affrontare lo Stato. Noi abbiamo previsto agevolazioni sulle tasse anche fino al 40 per cento, o l’iscrizione gratuita per chi è indigente. Più di così…». A palazzo Murena però l’Udu Perugia, per bocca di Dario Sattarina, chiede di fare qualcosa in più: «Grazie al nuovo metodo di calcolo – l’Università avrà di fatto un extragettito, e sarebbe opportuno usarlo per abbassare le tasse degli studenti».
Bistocchi e Bori Del caso intanto si sta discutendo anche in consiglio comunale, dove i consiglieri dem Bori e Bistocchi hanno lanciato l’allarme: «Si rischia di costringere – dicono – molti giovani ad abbandonare gli studi per l’aumento improvviso dei costi o l’esclusione dai servizi agli studenti. Questo, oltre a ledere il principio costituzionale del diritto allo studio, porterà un ulteriore danno alla città di Perugia sul piano della vitalità sociale e culturale, ma vorremmo sottolineare con fermezza che anche il forte danno all’economia cittadina non va sottovalutato. Ci auguriamo che sia le istituzioni locali sia quelle universitarie stiano seguendo l’evolversi della situazione con la stessa attenzione e preoccupazione che abbiamo noi. Ma soprattutto che prendano le dovute contromisure».
Twitter @DanieleBovi
