di M.R.
«Puntualità, disponibilità, capacità di rassicurare, attenzione, cura, empatia». Sono alcune delle parole che Elda Miliacca utilizza per raccontare la sua recente degenza ospedaliera al Santa Maria di Terni. Tuttavia, ai suoi occhi non sono sfuggite delle criticità, alcune delle quali denunciate da più parti, finite sul tavolo della Prefettura oggetto di vertenza sindacale e sbarcate pure in consiglio comunale, non senza segnali politici di diverse sensibilità al tema.
Chirurgia generale La storia di Elda come paziente, inizia nel 2018, quando privatamente, «per evitare mesi di attesa», si rivolge al dottor Gabriele Marinozzi. Fu allora che, dopo accurata diagnosi, subì un primo intervento per un polipo al colon. Causa Covid, dal servizio sanitario pubblico, non è riuscita a ottenere un appuntamento per una visita di controllo prima del 2022, quando ha scoperto che l’escrescenza si era riformata e già aveva dimensioni maggiori della precedente. Ancora una volta è toccato al gastroenterologo Marinozzi, oggi responsabile della struttura semplice di endoscopia digestiva diagnostica e operativa, attivare l’iter per l’intervento chiururgico. Un più approfondito esame diagnostico, la pre-ospedalizzazione e la chiamata per l’operazione: a quel punto tutto è avvenuto rapidamente. «Ero in lista per il 3 marzo, hanno addirittura anticipato al primo giorno del mese» è la testimonianza della 78enne che, avendo riscontrato una straordinaria umanità in tutta l’equipe medica del dottor Marco Coccetta, si è rivolta a Umbria24 per ringraziare pubblicamente quanti si sono presi cura di lei durante il suo ricovero.
Sanità Umbria sud Per quella neoplasia, che ha comportato la rimozione di una porzione di intestino, Elda è stata operata in laparoscopia, l’intervento è durato 5 ore e mezzo e la paziente è riuscita a evitarsi il fastidio della stomia «grazie alla sensibilità e alla professionalità dei medici» e probabilmente un pizzico di fortuna che non guasta mai. Elda ricorda il nome di Daniele Giuliani che si è speso anche per consentire alla figlia di avere accesso al reparto pur nel rispetto delle restrizioni Covid e poi Vincenzo Napolitano, Valentina Bartolini e l’oncologa Elena Garofoli. Da loro e dal personale infermieristico ha avuto via via, informazioni dettagliate e facilmente comprensibili, rassicurazioni, spiegazioni e tutte le cure del caso. La classica esperienza di chi vive un momento difficile con una spiccata sensibilità all’aspetto umano. Un’esigenza alla quale, si intuisce dalla testimonianza, Elda ha trovato efficaci risposte. Tuttavia, la sua breve permanenza in ospedale «anche per necessità di posti letto» le ha permesso di vedere pazienti in corridoio «che non riescono ad avere mai le condizioni ottimali» ma soprattutto «un personale medico che tra consulti e grandi prove di collaborazione, si percepiva in qualche modo sotto pressione».
Ospedale di Terni Alle orecchie della signora Elda, è arrivato che «l’organico non è considerato a livelli adeguati e due sole Oss in tutto il reparto sono insufficienti», nonché «testimonianze di esperienze professionali più edificanti in altri nosocomi umbri e orari di lavoro sfiancanti». A maggior ragione, avendo percepito la pressione degli operatori tutti, la paziente intende ringraziare di cuore quanti l’hanno curata «con umanità impagabile e la dovuta pazienza. Sono andati anche oltre. Hanno messo in lista le mie figlie per i dovuti controlli, data l’ereditarietà di questi casi». Non manca da parte sua un vero e proprio elogio insomma ai professionisti che l’hanno seguita, ma la 78enne non risparmia un monito alla dirigenza aziendale e alla politica: «L’ospedale di Terni merita di più. E la salute dei cittadini in generale necessita maggiore attenzione». In famiglia, tanto per intendersi, Elda ha esempi di chi ha ottenuto un appuntamento per una visita importante in tempi ragionevoli, solo dopo aver intimato all’autorità competente l’intenzione, in caso contrario, di rivolgersi al ministero della Salute. Ma sempre in famiglia ha anche esempi di chi presta il proprio tempo libero a servizio dei malati oncologici: sua figlia Silvia riprenderà presto la sua mission di supporto psicologico ai pazienti affetti da tumore e per la grande passione che mette in questo lavoro, ha deciso di rimettersi a studiare, a 52 anni, per ottenere un diploma di laurea. Obiettivo ambizioso e sfidante che non può che trovare il pieno appoggio di mamma Elda, nel frattempo fuori dall’incubo dell’adenoma cancerizzato. Il 2 aprile scorso la 78enne è infatti andata alla visita di controllo e al dottor Coccetta non è sfuggito come fosse il suo compleanno: «La ricevo con un regalo – le ha detto -: lei è del tutto guarita».
