Giacomo Leonelli (foto F.Troccoli)

Prende una posizione netta e parla di «esempio negativo imperdonabile e discriminatorio», Giacomo Leonelli il segretario del Pd umbro intervenuto sulla vicenda del giovane insegnante gay che, dopo essere stato criticato da alcuni genitori per il proprio «stile di vita», ha scelto di rinunciare ai progetti didattici di danza che da anni porta avanti nell’istituto comprensivo di Passignano e Tuoro sul Trasimeno.

Leonelli «Rilanciare riflessione su diritti» Il segretario parla della «necessità di promuovere e rilanciare una riflessione sul tema dei diritti, che si ponga su posizioni avanzate e allontani ogni tentazione di strumentalità e spetta a noi – afferma – farci carico dell’urgenza di contrastare con decisione, attraverso gli strumenti legislativi, politici e culturali più adeguati, ogni forma di discriminazione, promuovendo anche a livello regionale una cultura dei diritti sempre più inclusiva e al passo coi tempi». E poi: «In questo caso è profondamente discriminatorio assumere l’orientamento sessuale come parametro di giudizio sulla ‘capacità’ di insegnare. Si offende, così, la dignità della persona, se ne ledono i diritti e si consegna agli studenti, agli allievi di quell’insegnante, un segnale imperdonabilmente negativo».

«Ignoranza drammaticamente diffusa» Un plauso Leonelli lo rivolge al dirigente scolastico dell’istituto comprensivo, Massimo Mariani, che appresa la rinuncia dell’insegnante ha ritenuto non attivare il progetto «è una decisione che va sostenuta con forza, perché – prosegue – quanto accaduto a Passignano testimonia che chiusura e ignoranza rispetto al tema sono ancora drammaticamente diffuse e che, per l’insegnante oggi giustamente agli onori della cronaca, ma anche per tutti coloro che ogni giorno subiscono atteggiamenti discriminatori, è da mettere all’ordine del giorno un impegno sempre più stringente per i diritti e contro ogni forma di discriminazione, nella società, sul lavoro. Parlare di diritti significa interrogarsi sulla dignità delle persone, è prima di tutto una questione di civiltà».

Pasquali: «Fatti vergognosi» A intervenire sulla vicenda, bollandola come «vergognosa e riprovevole» è un altro esponente democratico, Sandro Pasquali, segretario Pd del Trasimeno e consigliere comunale di Passignano: «Ho avuto modo di esprimere la mia solidarietà al giovane insegnate, ma non posso tirarmi indietro dal prendere posizione pubblicamente: io sto dalla sua parte e di quella dei tanti che magari silenziosamente vivono situazioni simili. Oltre gli apprezzamenti per la sua professionalità e capacità, voglio sottolineare come con il suo intervento (il post su Facebook, ndr) abbia voluto lanciare un messaggio pubblico, aperto, leale, squarciando un muro di chiacchiericcio insopportabile».

«Riflessione pubblica» Poi Pasquali ci va giù duro: «Non voglio essere rappresentante istituzionale di una comunità che non rispetta i propri figli, anche io ho molte paure per la vita dei nostri bambini, ho paura della guerra, degli abusi, di non essere in grado economicamente di dargli da mangiare, della disoccupazione, ma non delle preferenze dei suoi educatori, professori, insegnanti sportivi, amici. Non è giustificabile l’accaduto in alcun modo e credo che si debba fare pubblicamente una riflessione, anche per verificare il livello di ignoranza che ci circonda. È necessario – conclude Pasquali – tutelare chiunque è vittima di discriminazioni, di qualsiasi natura, ciò incide in maniera profonda sull’educazione delle future generazioni, per preservarle dai tanti atteggiamenti brutali che accadono quotidianamente».

Omphalos Arcigay: «In alcune manuale di autodifesa da teoria del gender» Piena condanna alle contestazioni dei genitori è stata espressa anche da Omphalos Arcigay che ha inquadrato la vicenda come «il frutto delle campagne di odio che i movimenti oltranzisti cattolici e di estrema destra stanno portando avanti in Umbria e nel resto del paese. Le loro manifestazioni, apparentemente silenziose e rispettose, sono invece intrise di odio e discriminazione e sono le principali responsabili di questo clima da caccia alle streghe». Ma non è tutto. L’associazione, infatti, denuncia di aver «ricevuto anche numerose segnalazioni da parte di genitori di allievi delle scuole umbre sull’esistenza di un manuale di “autodifesa dalla teoria del gender”, che nei fatti invita i genitori a bloccare e boicottare qualsiasi progetto proposto nelle scuole orientato all’inclusione sociale delle persone Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali)».

Da qui il pressing alle istituzioni: «Ci appelliamo ancora una volta alla presidente della Regione, Catiuscia Marini, e al consiglio regionale – concludono i presidenti Patrizia Stefani ed Emidio Albertini – perché le istituzioni hanno l’obbligo morale di dare risposte chiare e ferme a situazioni di discriminazione come queste. In Regione è ferma da anni una proposta di legge contro l’omofobia e la transfobia. Ora è giunto il momento di passare dalle parole ai fatti e di portare la legge a rapida approvazione, altrimenti si dica chiaramente che non c’è la v

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