di Francesca Mancosu
Dopo mesi di annunci e rinvii, sembra essere la volta buona. «Lunedì 28 aprile saranno installati – e immediatamente utilizzabili – i touchscreen per il monitoraggio della qualità dell’aria della nostra città: saranno posizionati in due grandi centri commerciali, alla Bct, in Provincia, oltre che, naturalmente, nella sede dell’Arpa». Ad assicurarlo, stavolta senza tema di smentite, è il direttore Adriano Rossi.
Quali dati avremo? Ad essere consultabili sugli schermi saranno i dati trasmessi dalle tre centraline della rete Qualità dell’aria della conca ternana attualmente disponibili: a Borgo Rivo, via Carrara e Le Grazie. «Poi – prosegue Rossi – saranno disponibili i valori delle emissioni in continuo dei 5 camini più importanti dell’acciaieria e dell’inceneritore Aria di Maratta. Le diossine e i Pcb (policlorobifenili, considerati inquinanti persistenti dalla tossicità in alcuni casi avvicinantesi a quella della diossina, ndR), saranno monitorati in maniera non continua, poiché non è possibile farlo: abbiamo prescritto alle aziende di installare dei campionatori, e una volta al mese, o ogni due, andremo a prendere dei campione di fumi , faremo le analisi in laboratorio e poi diffonderemo i dati».
E la centralina di Prisciano? Per quella, prosegue Rossi, «è una storia tutta diversa». Nonostante le richieste e le proteste sempre più pressanti dei residenti della zona la centralina è infatti spenta da oltre 15 mesi, e nessuno sembra in grado di dire se e quando tornerà in funzione. «L’apparecchiatura in questione prima faceva parte della rete provinciale del monitoraggio della qualità dell’aria, poi trasformata in regionale; ora spetta alla Tk-Ast adeguarla. Una volta che la strumentazione sarà messa in opera, ci hanno detto entro 40-60 giorni, sarà l’Arpa a gestirla».
Il monitoraggio dell’inceneritore Aria Stesso discorso per la centralina di stanza a Maratta per il monitoraggio delle emissioni dell’inceneritore Aria. «In questo caso, come direttore dell’Arpa – prosegue Rossi – ho inviato una lettera alla Provincia e all’azienda in cui ho chiesto di attivarla tassativamente entro il 31 maggio. Se non faranno in tempo ad acquistarla, ne affiteranno una e cominceranno a lavorare con quella. So che la Provincia, dal canto suo, ha convocato per questi i prossimi giorni una riunione per stringere ulteriormente i tempi».
La Tk-Ast e il modello Piombino Rossi poi torna sull’acciaieria, e sulla proposta lanciata da Wwf e Italia nostra di provvedere al risanamento ambientale, prendendo a modello gli stabilimenti di Piombino. «Se non erro – commenta il direttore – quelli stanno chiudendo (si parla di uno, due giorni al massimo, ndR): io conosco meglio la situazione di Taranto. Ma dovremmo guardare piuttosto alle acciaierie che producono acciai speciali legati, vale a dire quelle di Cogne, Bolzano e Vicenza, visto che hanno problemi ambientali comuni legati al cromo, al molibdeno e al nichel. A questo proposito, ai primi di giugno inviteremo a Terni i rappresentanti di questi stabilimenti per un confronto nazionale sul tema».
Lo smaltimento e il riutilizzo delle scorie In merito al riutilizzo delle scorie, conclude Rossi, «entro la fine dell’anno dentro l’acciaieria sarà realizzato un impianto industriale da 30mila tonnellate per il riutilizzo dei materiali refrattari. Atto indispensabile per diminuire il quantitativo dei rifiuti portati in discarica, secondo la prescrizione fatta da Regione e Provincia di Terni su nostro suggerimento nell’ambito dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia)».
