di Maria Giulia Pensosi 

Festa grande a Terni per la sfilata dei carri di maggio. La tradizione si rinnova e, come ogni anno, tantissimi cittadini hanno riempito il centro la sera del 30 aprile per ammirare i maestosi colossi di cartapesta. Sei i carri in gara che, partiti dalla stazione, hanno passeggiato per corso Tacito per poi transitare sotto al palco allestito in piazza Europa. L’allegria ha caratterizzato la serata tra inni alla natura, alla libertà, un sentito ‘stop alle guerre’ e alla violenza e il tradizionale ‘bentornato maggio’. Giovedì sera alle 22 la premiazione sul palco allestito sotto Palazzo Spada.

IL VIDEO DELLA SFILATA
LE FOTO DELLA SERATA

La serata A partire dalle 21 in migliaia con il naso all’insù per ammirare i colossi di cartapesta che hanno invaso il centro di Terni. Tra musica, gioia e festosità, come da tradizione, tanta la calca per guardarli da vicino, lungo le transenne disposte da piazza Dante fino a piazza Europa. Così, uno dopo l’altro, i sei carri hanno percorso la via principale del centro città, sfoggiando minuziosi dettagli, scenografie di impatto e colori sgargianti, catturando l’attenzione di grandi e piccini. Contrariamente alle ultime edizioni ‘bagnate’, quest’anno il tempo è stato dalla parte della manifestazione. Il miglior modo per dare il benvenuto alla Primavera.

‘Oltre la gabbia: la forza di scegliere la libertà’ Foto Alfonso Cesare

‘Oltre la gabbia: la forza di scegliere la libertà’ Il primo carro a sfilare è stato quello del gruppo maggiaiolo di Acquasparta realizzato dal Carnevale dei bambini di Acquasparta. Il carro rappresenta un viaggio simbolico fra trasformazione, rinascita e coraggio. Protagonisti della scena i pappagalli, creature colorate e vivaci, che con la loro voce squillante raccontano il desiderio di espressione autentica e libertà. Al loro fianco un maestoso ciliegio che attraversa le stagioni della vita. Le sue fronde raccontano la ciclicità dell’esistenza e la forza di rigenerarsi.

‘La vita è ‘na giostra’ Foto Alfonso Cesare

‘La vita è ‘na giostra’ Il secondo carro in parata è stato quello del gruppo maggiaiolo Polymer-Sabbione-Pallotta, realizzato dal Centro socio culturale Polymer. «Il nostro carro vuol essere un ritornare bambini per un giorno – hanno spiegato i maggiaioli – le carrozzelle ci accompagnano in ogni attimo della vita, prima bambini, poi adolescenti con i primi amori, poi da adulti che accompagnano figli o nipoti. Rappresentano la spensieratezza e il sogno che sarebbe bello non perdere mai».

‘No more war’ Foto Alfonso Cesare

‘No more war’ Il terzo carro ‘No more war’, del gruppo maggiaiolo Montecastrilli realizzato dalla Comunità Incontro e Maceole. Nel colosso campeggia una casa, simbolo che rappresenta la vita. La casa semidistrutta e circondata da macerie presenta uno spaccato di desolazione in cui l’odio è sinonimo di distruzione e morte. «Oggi la società moderna pur dichiarandosi evoluta alimenta strategie di morte e di sopraffazione che però non vinceranno: sulle macerie rinascerà la vita splendida e splendente come i fiori che hanno deciso di portare i loro colori sgargianti su quelle povere mura pensierose», il messaggio dei maggiaioli.

‘Natura contro’ Foto Alfonso Cesare

 ‘Natura contro’ Il quarto gigante di cartapesta a sfilare per le vie della città è stato quello del gruppo maggiaiolo Aics Terni e Asd Il Salice che, insieme ad Acquasparta, è stata la new entry 2025 della manifestazione. Il colosso di cartapesta è incentrato sul dono della natura: «La natura è la casa in cui si vive, ma anche la madre che nutre e offre risorse essenziali per vivere. Proteggere la natura non è solo una questione di preservare la bellezza, ma una responsabilità che deve assumere per garantire la stessa sopravvivenza. La natura è un dono, ma anche una sfida che dobbiamo affrontare con rispetto, cura e amore».

‘Alta marea’ Foto Alfonso Cesare

‘Alta marea’ Il penultimo carro a sfilare, sempre secondo l’ordine di uscita, è stato quello del gruppo maggiaiolo Giovani maggiaioli arronesi, vincitore di ben quattro edizioni consecutive del Cantamaggio. Sul colosso un’allegoria della primavera rappresentata da un illusorio vascello fatto di delicate foglie e fiori: la terra. La terra però, spiegano i maggiaioli, si trova in balia delle onde e naviga tra un’impervia alta marea in un mare agitato del nostro presente, dove le diverse ragioni dell’uomo contrastano la natura mettendo spesso a rischio e forse in futuro anche la sopravvivenza dell’umanità stessa.

‘Na Primavera da favola’ Foto Alfonso Cesare

‘Na Primavera da favola’ L’ultimo e sesto carro in gara a sfilare è stato quello del gruppo maggiaiolo Riacciu: ‘Na Primavera da favola’. Sul colosso di cartapesta rappresentato il romanzo Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie. «In una realtà in cui i grandi della Terra fanno sentire tutti infinitamente piccoli, è facile rifugiarsi nei sogni e come Alice seguire un coniglio bianco nella sua magica tana. Catapultati in una dimensione in cui il tempo si ferma, gli eserciti sono carte da gioco e tutto sembra possibile, con Alice che prende un te in compagnia del Bianconiglio, del Cappellaio Matto e della Regina di Cuori, augurandosi che nel mondo reale le lancette dell’orologio si fermino per sempre all’ora del tè». A chiudere il convoglio l’immancabile carro, fuori concorso, delle penne all’arrabbiata del gruppo Riacciu.

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