L'ultima «morte bianca» a Spoleto dove un operaio della Provincia è rimasto folgorato (foto Fabrizi)

Sebbene gli infortuni siano in calo in una regione, l’Umbria, ritenuta «abbastanza dinamica» per quanto riguarda l’impegno di tutti i soggetti, a preoccupare è il numero dei morti sul lavoro: venti nel 2011 e cinque solo tra gennaio e febbraio. Questo il quadro fatto lunedì mattina a Perugia dalla Commissione parlamentare d’inchiesta che, nel palazzo della Prefettura, ha ascoltato i vertici delle istituzioni regionali, della magistratura e delle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro. Audizioni che la Commissione sta portando avanti in tutte le regioni. «C’è una grande attività, c’è un grande sforzo corale – ha commentato al termine il prefetto Enrico Laudanna – si tratta ora di mettere a fuoco meglio i vari aspetti e c’è la necessità di fare rete fra tutti i soggetti istituzionali».

Più azioni concrete Al termine la Commissione, guidata dal senatore Oreste Tofani e composta anche dalle senatrici Ada Spadoni Urbani, Angela Maraventano, Cecilia Donaggio e Anna Rita Fioroni, ha incontrato la stampa spiegando come ci sia bisogno di essere «più coordinati e di fare azioni concrete». «Abbiamo fra l’altro molto apprezzato – ha detto poi Tofani – la legge regionale sugli appalti ed il fatto che è da tempo attivo il Comitato regionale di coordinamento, ma nonostante l’impegno, la sensibilità e la volontà politica di istituzioni, forze sociali, sindacati e forze dell’ordine, si pone un quadro di un territorio che deve stare sotto attenzione, perché a fronte di un calo del numero degli infortuni, preoccupa quello sul numero dei morti».

I numeri Secondo la Commissione serverà innanzitutto uno studio più approfondito e preciso su quelli che sono considerati i punti deboli del sistema. Le istituzioni dalla loro, invece, dovranno coordinarsi meglio fra di loro per capire dove vanno fatti controlli e verifiche». I numeri dell’Inail spiegano come in Umbria, dal 2006 al 2010, il numero degli infortuni sia calato del 21% (18.836 nel 2006 e 14.881 nel 2010), con un calo ulteriore nel 2011 (13.332, ma il dato non è ancora definitivo). I morti in seguito ad infortunio sul lavoro, dopo il numero particolarmente alto del 2006 (27), sono stati 19 nel 2007, 16 nel 2008, 17 nel 2009, 16 nel 2010 e 18 (20 secondo la Regione) nel 2011.

Bravi: serve procura nazionale A margine delle audizioni Mario Bravi, segretario regionale della Cgil, sollecita l’istituzione di una procura nazionale sugli infortuni «per contrastare in maniera organica il fenomeno. In Umbria nel 2011 e nei primi mesi del 2012 – osserva Bravi – si registra purtroppo un’inversione di tendenza sull’andamento degli incidenti mortali sul lavoro, dovuta, a nostro avviso, ad un indebolimento dell’attenzione e a un arretramento delle misure di prevenzione e repressione del fenomeno, per responsabilità degli ultimi Governi. Una tendenza che si va a sommare all’allargarsi della crisi, che spinge alcune imprese a considerare la sicurezza come un elemento su cui ottenere riduzioni dei costi».

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