di Ivano Porfiri
La voce di Gae Aulenti che risuona nella magnifica hall del «suo» aeroporto ha fatto venire la pelle d’oca a tutti quelli che hanno assistito all’inaugurazione del San Francesco d’Assisi. A tutti quelli che conoscono la passione che l’architetto scomparso di recente ha messo nella sua ultima opera. La presenza, in un’intervista video, come una benedizione dall’aldilà, è valsa più di tante parole. Nell’aeroporto verde rame e rosso acceso una filosofia. La dimostrazione, per usare le parole del presidente dell’Enac Vito Riggio che «un aeroporto può anche essere bello» se integrato nell’ambiente come lo ha voluto Gae Aulenti.
Intervista video a Gae Aulenti: «Così è nato l’aeroporto»
In ricordo di Gae E’ «molto commovente» per il presidente dell’Enac, Vito Riggio, inaugurare oggi l’aeroporto dell’Umbria ‘San Francesco d’Assisi’, cioè l’ultima opera progettata dall’architetto Gae Aulenti, che Riggio definisce una «grande italiana». «Lei ci teneva molto – ha spiegato -. Devo dire che è stato molto importante l’intervento della Cassa di risparmio, che ha finanziato il progetto, però l’architetto Aulenti per quello che so io l’ha quasi regalato. Io penso che questo aeroporto, insieme a Pantelleria e Lampedusa, nella categoria dei piccoli aeroporti, sia di esempio anche in Europa di come si possano fare degli aeroporti belli». Tutti hanno ricordato la Aulenti, a partire dai due sindaci Wladimiro Boccali e Claudio Ricci, per finire con la presidente Catiuscia Marini. «Ci dispiace moltissimo – ha detto la presidente – che lei non sia qui oggi con noi. Gae Aulenti era una grande amica dell’Umbria, terra che amava e conosceva profondamente ed ha ideato e progettato questa struttura dimostrando una capacità rara di saper rispettare l’ambiente ed il paesaggio in cui un’opera infrastrutturale deve essere collocata. Un compito che nel caso di questo aeroporto, inserito nel suggestivo scenario della piana di Assisi, era ancor più difficile e complesso».
Le immagini dell’inaugurazione
Convenzione: ministro firmi Ma quello che più interessa agli umbri è lo sviluppo futuro dello scalo, su cui pesa ancora l’assenza della convenzione ventennale, richiesta da tempo da Sase e istituzioni. Perciò Riggio auspica che il piano nazionale degli aeroporti venga definito «presto». «C’è una posizione del ministero dell’Economia che io condivido – ha detto Riggio -: finché non abbiamo un piano nazionale degli aeroporti, continuare a dare concessioni fuori da un contesto di piano, evidentemente è complesso». «D’altra parte – ha aggiunto – il piano è stato ormai consegnato da credo oltre sei mesi al ministro, il quale ha detto che lo stava definendo. Spero che questo accada presto, perché quantomeno si sapra’ quali sono gli aeroporti della rete statale europea quali sono quelli regionali».
Quale vocazione? Per Catiuscia Marini «l’opera che oggi inauguriamo ufficialmente è di straordinario interesse strategico per l’Umbria, ma anche per il sistema del trasporto aereo nazionale e avrà un ruolo determinante per favorire lo sviluppo sia del turismo che dell’economia generale del nostro territorio». Uno scalo che ha superato la sforbiciata a livello nazionale che salverà non più di 30 sedi, come precisato da Riggio. Ma lo stesso presidente Enac precisa che Perugia «più che aeroporto del Centro è oggi l’aeroporto dell’Umbria, è un tipico aeroporto regionale, nel senso che serve un bacino limitato alla dimensione umbra, che però potrebbe crescere perché c’è una grande attenzione soprattutto di inglesi, tedeschi, Europa del Nord».
Possibilità e incognite «Se si volesse pensare a uno sviluppo più in grande – ha sottolineato Riggio – bisognerebbe capire che tipo di collegamenti veloci si possono fare con Roma per dare anche alla città di Roma, oltre all’ipotesi di Viterbo, che è ancora un po’ nelle nebbie anche se e’ prevista, una possibile alternativa». «Ovviamente – ha rimarcato Riggio – non si può proporre a nessuno un’ora e mezza o due di macchina: il problema è dei collegamenti veloci che non sono al momento sufficienti per garantire questo tipo di sviluppo.
SCHEDA: IL PROGETTO
L’aeroporto Il progetto, realizzato con un importo di 42 milioni e 500mila euro e inserito nel programma di lavori correlati al 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, è stato finanziato dalla presidenza del Consiglio dei Ministri con 27 milioni di euro, dalla Regione Umbria con 12 milioni di euro, dall’Enac con 3 milioni di euro e dalla Sase con 500mila euro. L’iter amministrativo e operativo è stato definito con la sottoscrizione di un Accordo di Programma tra l’Unità tecnica di Missione, la Regione Umbria, l’Enac e la Sase nel luglio del 2009, con il quale sono stati formalizzati i termini e le modalità dell’intervento finanziario dei soggetti firmatari ed è stato recepito il quadro economico del progetto esecutivo poi approvato, in via definitiva, dall’Enac. Tra gli interventi realizzati, la nuova aerostazione che risulta composta da otto semplici volumi a pianta quadrata che si sviluppano su un unico livello, inserito in un contesto urbanistico architettonico tipico di una zona ad alto valore storico-artistico quale quella situata tra il Comune di Assisi e il Comune di Perugia. Il progetto ha incluso la sistemazione delle zone verdi esterne, il raddoppio del parcheggio, l’ampliamento del piazzale di sosta per gli aeromobili, i collegamenti necessari alle piste con la realizzazione di una nuova taxi way e l’adeguamento dei raccordi dell’attuale pista di volo. Inoltre, sono stati realizzati un edificio per i mezzi di soccorso e di servizio dei Vigili del fuoco, un nuovo edificio Sase e un varco doganale per l’accesso “air side”. Ecco l’elenco delle opere realizzate: nuovo terminal passeggeri; edificio Vigili del Fuoco di 10.700 mq; ampliamento parcheggi e riassetto viabilità; ampliamento piazzale di sosta aeromobili; riqualifica testata 01 e Raccordo Alfa; realizzazione Taxiway – raccordo Bravo; edificio polivalente Sase; galleria commerciale, area uffici, ristorante. Con l’inaugurazione ufficiale del nuovo aeroporto, già operativo da alcuni mesi, si dà concretezza allo sviluppo dello scalo che porterà ad ampliare l’attuale network raggiungendo, point to point, città come Londra, Bruxelles, Milano, Bergamo, Barcellona, Palma, Ibiza, Olbia, Cagliari, Trapani, Tirana, Rodi, Creta, Sharm El Sheikh.

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