In Umbria si allunga l’elenco dei beni sottratti alla criminalità organizzata. A Spello è stato confiscato un appartamento nel pieno centro storico, in via Sant’Ercolano, che entra ora nel patrimonio pubblico e potrà essere destinato a un nuovo utilizzo sociale o istituzionale. Ne ha anticipato la notizia il presidente della commissione Antimafia in Regione, Fabrizio Ricci, attraverso un video sulla propria pagina Facebook.

L’immobile è un appartamento di circa 180 metri quadrati, in buone condizioni generali, collocato in una zona centrale del borgo. La confisca è arrivata al termine di un procedimento avviato dalla Corte d’appello di Napoli, nell’ambito di un’indagine che ha riguardato una organizzazione criminale di origine campana dedita al riciclaggio di capitali accumulati attraverso attività di usura.

Il processo ha coinvolto una decina di indagati e ha portato alla ricostruzione di un patrimonio complessivo stimato in circa dieci milioni di euro, distribuito in immobili localizzati in diverse aree d’Italia. L’appartamento di Spello era uno dei beni individuati dagli inquirenti come frutto dell’attività illecita del sodalizio: prima il sequestro, poi la confisca definitiva.

Per l’Umbria si tratta di un passaggio significativo, perché conferma come anche territori lontani dai contesti tradizionalmente associati alla presenza mafiosa possano essere interessati da investimenti e operazioni di reinvestimento di capitali criminali. Al tempo stesso, l’ingresso del bene nel circuito pubblico apre la fase decisiva del riutilizzo, prevista dal codice antimafia come momento essenziale della restituzione alla collettività.

«Il riutilizzo dei beni confiscati rappresenta uno dei punti focali dell’attività della commissione antimafia regionale», ha spiegato il suo presidente Fabrizio Ricci. «Solo pochi mesi fa abbiamo affiancato il Comune di Massa Martana nella procedura di assegnazione di una villetta; oggi siamo con il Comune di Spello. La commissione supporta tutti i comuni umbri che abbiano nel loro territorio un bene confiscato, perché la restituzione alla collettività degli immobili illecitamente acquisiti dalla criminalità è il tratto essenziale del codice antimafia».

Nei prossimi giorni è previsto un sopralluogo con il sindaco Landrini, che è stato ringraziato per la «disponibilità e l’impegno dimostrati». Da lì partirà il percorso di confronto per individuare la destinazione più adatta dell’appartamento, valutando funzioni compatibili con il contesto del centro storico e capaci di generare un beneficio concreto per la comunità locale.

Il caso di Spello si inserisce in un quadro regionale ancora numericamente limitato, ma in crescita, che chiama in causa la capacità degli enti locali di trasformare un atto giudiziario in una occasione di rigenerazione.

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