Il baby pit stop dell'Unicef

Baby pit stop certificato Unicef. È Spoleto la città dell’Umbria ad aderire al progetto dal Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, allestendo nella sezione ragazzi di Palazzo Mauri uno spazio protetto riservato ai piccolissimi e alle loro mamme che qui potranno allattare cambiare il pannolino.

Gli spazi in biblioteca: fotogallery

Baby pit stop certificato Unicef a Spoleto  Da qui la scelta di chiamare baby pit stop lo spazio, prendendo in prestito dalla Formula Uno dove il termine equivale a una sosta per cambio gomme e pieno di benzina. Nella versione baby dell’Unicef, invece, sarà possibile cambiare e nutrire i lattanti, garantendo a ogni mamma il permesso di poter tranquillamente uscire col proprio piccolo e vivere la città senza preoccuparsi delle difficoltà logistiche. Spoleto, prima città nella regione a dotarsi del servizio, si è avvalsa anche della collaborazione dell’Asl Umbria2 che nell’ambito dei corsi di accompagnamento ha anche attivato il progetto di promozione e sostegno all’allattamento materno.

Aperto da domenica Il baby pit stop di Palazzo Mauri è stato presentato mercoledì mattina dal vicesindaco Maria Elena Bececco e dalla presidente provinciale dell’Unicef, Iva Catarinelli, al loro fianco anche il direttore del distretto sanitario di Spoleto, Simonetta Antinarelli, ma l’apertura degli spazi è stata programmata per domenica 22 novembre alle 16, pomeriggio in cui fin dalle 15.30 nell’antistante Piazza Fontana è di scena dil laboratorio Giochi-amo: alla scoperta dei giochi perduti, organizzato dalla coop Il Cerchio.

Bececco e Catarinelli Intanto mercoledì mattina a Palazzo Mauri, il vice Bececco ha spiegato: «Concretizziamo a Spoleto una prassi virtuosa presente in alcuni paesi del Nord Europa e che abbiamo voluto all’interno di uno spazio ad alta socializzazione come la biblioteca comunale, luogo ideale per la formazione e la crescita, che dedica molte iniziative all’infanzia». Per la presidente Catarinelli il baby pit stop è “un’iniziativa magnifica perché – ha deetto – quello dell’allattamento al seno è un presupposto fondamentale non solo per gli aspetti igienico-nutrizionali ma anche e soprattutto per quelli socio-relazionali». Antinarelli ha invece giudicato «prezioso il progetto realizzato in uno spazio che è esterno all’ambiente sanitario e che quindi si configura servizio importante all’interno della biblioteca che diventa una sorta di comunità allargata».

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