Il lago Trasimeno prova a respirare dopo un mese di gennaio segnato da piogge frequenti. In venti giorni su trentuno le precipitazioni hanno consentito al bacino di recuperare circa 20 centimetri, riportando il livello dell’acqua a quota -150, lo stesso valore registrato dodici mesi fa. Un dato che non consente letture trionfalistiche, ma che accompagna l’accelerazione impressa dalla Regione Umbria sugli interventi strutturali considerati decisivi per il futuro del lago.
Il nodo centrale resta l’apporto idrico esterno dal sistema di Montedoglio. Nonostante i rallentamenti dovuti al maltempo, le opere preliminari sono state completate e la data fissata per l’avvio dell’adduzione è il 28 febbraio. Già nella prossima settimana è prevista l’installazione della struttura del filtro e della vasca di compensazione. Resta in attesa una valvola specifica, necessaria per il collaudo definitivo del sistema filtrante.
A fare il punto è stata l’assessora regionale con delega ai laghi, Simona Meloni, tracciando il bilancio di un anno di gestione che intreccia l’imminente attivazione dell’adduzione con il rafforzamento della manutenzione idraulica. Sul fronte delle risorse, Palazzo Donini ha deciso di integrare lo stanziamento di un milione di euro già previsto per il 2026 con ulteriori 115mila euro destinati alla pulizia dei tratti più critici del reticolo idrografico che alimenta il lago.
I lavori, affidati a fine dicembre ad Afor, riguarderanno i torrenti Bolano, Macerone e Paganico Pescia. L’apertura dei cantieri è prevista entro la primavera. Proprio sul Paganico si concentra una parte rilevante della strategia regionale per l’adduzione, accanto al punto di prelievo di Tuoro. Nel corso dell’anno si lavorerà per rendere operativo uno snodo dal torrente in grado di garantire una portata fino a 800 litri al secondo.
L’assessora ha inoltre confermato che la Regione sta valutando la realizzazione di nuovi invasi per contrastare l’evaporazione naturale, un fenomeno particolarmente critico per un lago come il Trasimeno, caratterizzato da bassa profondità e ampia superficie.
Nel corso dell’intervento Meloni ha anche risposto alle critiche emerse sui social, sottolineando il clima che accompagna spesso il dibattito pubblico sul lago. «Non ho la presunzione di risolvere in poco tempo ventitré anni di scaricabarile, ma l’impegno è massimo. Il Trasimeno è popolato da troppi esperti della domenica e leoni da tastiera. Le risorse sono state trovate e i progetti messi a terra: l’uso improprio della comunicazione non danneggia me, ma l’immagine di tutto il comprensorio», ha detto, ricordando come il 2025 abbia comunque fatto registrare una stagione turistica positiva per l’area del lago.
