«I giovani costituiscono una risorsa per l’Italia in quanto hanno la facoltà e le capacità di cambiare e modellare la nostra società, imprimendo un valore positivo e trasmettendo messaggi forti»: lo ha detto il sottosegretario di Stato alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri, intervenuto stasera alla mostra fotografica «Dal sorgere dell’alba all’infinito: i giovani e il futuro», organizzata dal Comitato di Orvieto della Croce Rossa Italiana e nata da un’idea di Maria Assunta Pioli e Maurizio Chiavari. Il sottosegretario – al terzo mandato nel governo Gentiloni dopo i precedenti incarichi con Enrico Letta e Matteo Renzi – è stato ricevuto dal sindaco di Orvieto, Giuseppe Germani, e da quello di Castel Viscardo, Daniele Longaroni.
IL FUTURO DELLA CORTE D’APPELLO DI PERUGIA
Il terremoto in Umbria Dopo aver visitato la mostra, allestita nella chiesa di San Giacomo a Orvieto, Ferri ha detto di aver «apprezzato la felice intuizione degli ideatori della rassegna. Espressioni artistiche come questa – ha proseguito – sembrano lanciare un messaggio di solidarietà denso di significato. Il fatto che i soggetti di queste foto, i protagonisti siano proprio i giovani e le loro attività al servizio della collettività nei vari settori, come quello umanitario, sociale, sportivo e della sicurezza stradale, rappresenta un tangibile segnale di speranza rivolto alla nostra società, che aiuta in una certa misura a illuminarne il futuro, soprattutto dopo un anno che ha visto il nostro Paese colpito dalla tragedia del terremoto e che ha potuto sperimentare concretamente come anche la Croce Rossa e i giovani abbiano saputo fare la loro parte nel soccorso alle popolazioni in difficoltà».
LA PROMESSA DEL SOTTOSEGRETARIO: PERUGIA AVRA’ LA SUA CITTADELLA GIUDIZIARIA
«Giovani futuro e speranza della nostra società» I giovani – ha concluso il sottosegretario – costituiscono una risorsa per l’Italia perché hanno la facoltà e le capacità di cambiare e modellare la nostra società, imprimendo un valore positivo e trasmettendo messaggi forti. Oggi più che mai sentiamo il dovere di ripartire dai giovani e ci corre l’obbligo di non deluderli».
