di Chiara Fabrizi
«Il nuovo ospedale di Narni-Amelia si farà e sarà una struttura innovativa essenzialmente vocata alla riabilitazione ma con attività di piccola e media chirurgia. La realizzazione del nuovo nosocomio comporta un impegno di spesa da 55 milioni di euro che sarà sostenuto interamente con risorse pubbliche. E’ stata quindi confermata la necessità di realizzare un progetto atteso da trenta anni e che rappresenta il più importante intervento di edilizia sanitaria dell’Umbria per i prossimi dieci anni. Ma subito prenderà il via la riorganizzazione e l’integrazione dei due presidi».
«Il nuovo ospedale di Narni-Amelia si farà» Con queste parole l’assessore regionale Luca Barberini, a margine del tavolo tecnico di venerdì pomeriggio con la presidente Catiuscia Marini, il sindaco di Narni Francesco De Rebotti e il vice Marco Mercuri, ha annunciato l’impegno della Regione a realizzare il nuovo nosocomio da circa 130 posti letto, di cui circa la metà riservati alla riabilitazione. Qui si registra una lieve rivisitazione rispetto alla ripartizione originaria che contava una decina di posti in più sulla riabilitazione e una decina in meno per le altre strutture. Prevista anche un’ala specifica destinata alla Rsa (residenza sanitaria assistenziale) con altri venti posti. Da modificare le coperture finanziarie inizialmente previste per la realizzazione del nuovo ospedale di Terni-Narni, che avrebbe dovuto essere centrata attraverso un project financing, non più praticabile a seguito di norme introdotte successivamente. In questo senso l’assessore Barberini ha indicato a copertura della spesa 19 milioni fondi statali ex articolo 20 della legge 67 del 1988, che finanzia interventi di programmazione sanitaria, per i restanti 36 milioni risorse proprie della Usl 2 «anche ricorrendo a strumenti di finanziamento bancari a medio e lungo termine, vista la certificata bancabilità dell’intervento e la possibilità dell’azienda di accendere mutui».
Gli obiettivi del maxi intervento L’impegno della Regione era particolarmente atteso a Narni dove un anno fa è stato chiuso il Punto nascita e dove gli attuali servizi sanitari erogati dal nosocomio, così come il piano di riorganizzazione dell’ospedale, è da tempo al centro dell’opinione pubblica e delle attività delle forze di opposizione che lamentano un forte depotenziamento. Sul rispetto degli impegni della Regione si è recentemente registrata anche la protesta del vicesindaco Mercuri in sciopero della fame per alcuni giorni. Sul punto l’assessore Barberini evidenzia: «Realizzeremo un ospedale innovativo, diverso dai modelli classici, che ponga anche particolare attenzione al contesto ambientale e al recupero energetico, a metà tra struttura orientata alla riabilitazione e presidio ospedaliero di territorio, basato su interventi chirurgici di media entità, realizzabili esclusivamente in day e week surgery, in sinergia con l’azienda ospedaliera di Terni, più dedicata all’alta specializzazione, per la quale il nuovo nosocomio sarà un supporto importante». Tra gli obiettivi: «Tutto questo – continua l’assessore – permetterà di dare una risposta significativa al tema della riabilitazione, settore carente in Umbria soprattutto nella parte Sud della regione, dove si registra da anni una mobilità passiva rilevante, ma anche di alleggerire l’ospedale di Terni da interventi di piccola e media chirurgia, snellendo le liste di attesa per i cittadini».
Cabina di regia e tempi Sul fronte tecnico Barberini spiega anche che sarà istituita una cabina di regia coordinata dall’assessorato regionale alla Sanità ma in cui siederanno gli enti locali interessati, chiamati «a supportare la Usl Umbria 2 nelle fasi di ridefinizione del piano, di progettazione esecutiva, di espletamento delle gare e di realizzazione della struttura», ma anche «una unità di coordinamento – spiega Barberini a Umbria24 – per guidare la fase che va da qui alla realizzazione del nuovo nosocomio, favorendo i processi di integrazione tra i servizi dei due ospedali coinvolgendo prioritariamente l’azienda ospedaliera di Terni». Attualmente il nuovo ospedale di Narni-Amelia dispone della progettazione definitiva che deve però essere resa esecutiva, poi ovviamente messa a gara: «Tutte le procedure inizieranno immediatamente con un cronoprogramma in via di analitica definizione mentre, nel frattempo e per tutto il periodo necessario per la realizzazione della struttura, si valorizzeranno i presidi ospedalieri di Narni e Amelia, senza alcun ridimensionamento delle attività ma promuovendo una loro riorganizzazione, con l’obiettivo di renderli sempre più sinergici col nosocomio di Terni». L’assessore anche sollecitato non si è voluto sbilanciare sui tempi, riservandosi alcuni giorni per definiti il timing delle prime fasi. Chiaro è che la costruzione di un ospedale richiede tempi lunghi.
De Rebotti: «Bene sul nuovo ospedale, ora impulso forte su integrazione servizi» In questo senso Barberini evidenzia che il 4 ottobre scorso è stato definito un accordo con l’ospedale di Terni e il polo universitario «per una piena attuazione di adeguamento e valorizzazione dei due ospedali, con un’articolata allocazione e sempre nell’ottica della sinergia con Terni, delle attività della chirurgia urologica, di quella della parete addominale e di quella flebologica, oltre che il completamento di tutta l’attività chirurgica integrata e l’avvio di attività formative e didattiche. Fermo restando quanto già fatto, ossia il Centro polispecialistico ambulatoriale pediatrico, del Centro donna e di quello provinciale di secondo livello per lo screening». A metà pomeriggio, contattato da Umbria24, il sindaco De Rebotti ha commentato: «Sull’ospedale unico di Narni-Amelia il finanziamento pubblico, la ridefinizione del progetto e la cabina di regia sono elementi positivi che danno concretezza a questo progetto, sperando che anche il Comune di Amelia faccia la sua parte dopo che il silenzio registrato in questa ultima fase». E poi: «Nella riorganizzazione dell’attuale plesso ospedaliero, così come discusso e deciso, mi aspetto un forte impulso da parte della direzione sanitaria regionale, direzione generale dell’Usl 2 da quella dell’azienda ospedaliera di Terni, così da rimettere immediatamente mettano mano all’integrazione dei servizi ospedalieri del territorio, su cui ci aspettiamo fin dalla prossima settimana l’attivazione del confronto richiesto ormai tre anni con risultati concreti e quindi immediatamente percepibili».
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