E’ rimasta riservata la notizia, probabilmente per non scatenare il panico, ma ora ad ufficializzarla è una nota dell’Asl che mette le mani avanti rispetto al timore di contagi sull’uomo.
I particolari Il settore è in fremito già dall’estate quando casi di contagio di pecore si sono registrati nell’area non solo del ternano (secondo quanto si apprende nelle zone di Amelia, Narni, Otricoli e Montecastrilli ma anche nel folignate, a Trevi e Montefalco), ma le bocche sono rimaste cucite fino alla nota ufficiale diramata oggi dalla Asl Umbria1: «In riferimento all’arrivo della Bluetongue che ha colpito alcuni allevamenti ovini in Umbria, il dipartimento di prevenzione della Usl Umbria 1 fornisce alcuni chiarimenti affinché non si diffondano inutili allarmismi tra la popolazione e conferma che non esiste alcun rischio di contagio per l’uomo. La febbre catarrale degli ovini, più comunemente chiamata Bluetongue, è una malattia infettiva virale non contagiosa dei ruminanti, e in particolare degli ovini (nei quali si manifesta in forme più gravi), che viene trasmessa da insetti appartenenti al genere Culicoides».
La nota A giorni dovrebbero essere somministrati i vaccini, ordinati in circa 50 mila dosi, mentre le prime stime parlano di una percentuale di capi contaminati dal morbo della lingua blu (denominato così proprio per il particolare colorito della lingua degli animali infetti), pari a circa 10 mila, il 10 percento dei quali sarebbe morto. «Dall’estate del 2000 – ancora la nota della Usl -, anno in cui è stata confermata per la prima volta in Sardegna, in Italia la Bluetongue è stata rilevata la circolazione di alcuni (Btv1, 2, 4, 8, 9 e 16) dei 26 sierotipi attualmente conosciuti. Si tratta di una malattia non trasmissibile all’uomo né attraverso gli animali, né attraverso gli insetti né tramite consumo delle produzioni di carne, latte e derivati (cioè, tecnicamente, non è una zoonosi)». «E’ importante che i consumatori sappiano – rassicura Antonio Ruina, direttore del dipartimento di prevenzione della Usl Umbria 1 – che alimentarsi con la carne, il latte e i suoi derivati non crea alcun problema alla salute. Per cui si possono continuare ad acquistare con tranquillità i prodotti presenti sia nella grande distribuzione sia presso le aziende che fanno vendita diretta, considerando che i veterinari del dipartimento controllano sia gli animali all’interno degli allevamenti sia i prodotti da essi derivati».
Gallinella M5s «Se non c’è rischio contagio per l’uomo, è invece alto il rischio economico per gli allevatori». E’ quanto sottolinea il deputato cinque stelle Filippo Gallinella. «La diffusione della febbre catarrale tra ovini – aggiunge – può rappresentare un serio danno economico per i nostri allevatori. In loro aiuto – afferma il deputato cinque stelle Filippo Gallinella, unico parlamentare umbro in commissione Agricoltura a Montecitorio – nel nuovo programma di sviluppo rurale nazionale sono previste misure per la gestione del rischio tra le quali i ‘fondi di mutualizzazione’. Strumenti previsti dal regolamento comunitario per sostenere gli agricoltori colpiti dalle epizoozie come la bluetongue. Questi fondi saranno creati tramite un contributo associativo di agricoltori-allevatori. Al momento del risarcimento del danno, i fondi Pac contribuiranno con il 65% del valore del danno, mentre il fondo per il restante 35%. Si tratta di una misura molto vantaggiosa per chi si associa».
