I farmacisti lungo Corso Vannucci nel novembre scorso

C’è il rinnovo dei rispettivi contratti nazionali al centro della protesta dei farmacisti umbri che andrà in scena giovedì a Perugia e Terni. I presidi, come spiegano in una nota Filcams Cgil Perugia e Terni, Fisascat Cisl Umbria e Uiltucs Uil Umbria, si terranno in mattinata sotto le prefetture delle due città. I delegati sindacali intendono sollecitare un incontro con i rispettivi prefetti per esporre le richieste di dignità professionale e di adeguamento dei contratti ai livelli di responsabilità attualmente sostenuti dagli operatori.

Proposte insufficienti La mobilitazione nasce da una condizione definita dai sindacati come «ormai non più sostenibile» sotto il profilo salariale e professionale. Le organizzazioni di categoria contestano in modo netto le posizioni dei datori di lavoro, sottolineando «l’assoluta insufficienza delle proposte avanzate dalle associazioni datoriali. Le proposte economiche presentate non garantiscono alcun reale recupero del potere d’acquisto perso a causa dell’inflazione e non riconoscono adeguatamente il valore professionale assunto oggi dalle farmaciste e dai farmacisti con l’evoluzione della cosiddetta farmacia dei servizi».

Le mansioni Al centro del malcontento vi è l’ampliamento delle mansioni richieste al personale nelle farmacie. I professionisti rilevano infatti come il lavoro quotidiano sia profondamente mutato. «Negli ultimi anni, infatti, nelle farmacie sono aumentate in maniera significativa le attività sanitarie svolte: vaccinazioni, test diagnostici, telemedicina, attività di presa in carico sanitaria e nuove prestazioni professionali che comportano maggiori responsabilità, incremento del rischio biologico e un ruolo sempre più centrale nel sistema sanitario territoriale». I sindacati ritengono quindi «inaccettabile che, mentre alle farmacie viene richiesto un ruolo sempre più strategico nel sistema sanitario nazionale, ai lavoratori continuino a essere richieste maggiori competenze, maggiori responsabilità e nuove attività senza un adeguato riconoscimento economico, professionale e normativo».

Gli scioperi La protesta coinvolge sia i farmacisti impiegati nelle realtà private aderenti a Federfarma, sia quelli operanti nelle farmacie speciali e comunali legate ad Assofarm. Per quanto riguarda il comparto privato, la mobilitazione di giovedì segue le due giornate di sciopero nazionale già effettuate il 6 novembre e il 13 aprile scorsi. Per il settore delle farmacie speciali e comunali, invece, è già stata calendarizzata un’ulteriore giornata di sciopero per il 17 giugno.

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