Si avvia alla chiusura la Mostra del tartufo

A quanto pare, è proprio vero: il tartufo ha un reale potere afrodisiaco su chi lo mangia o anche semplicemente ne sente il profumo. A Gubbio è stato ripetuto domenica l’esperimento tentato già nel 1978 dal dipartimento di Psicologia dell’Università di Birmingham. Chiuderanno martedì sera alle 19.30 gli stand della XXX Mostra mercato nazionale del tartufo bianco e dei prodotti agro-alimentari di Gubbio, quaranta banchi con il meglio dei prodotti del Belpaese dislocati tra il centro servizi “Santo Spirito” e gli “Arconi” di via Baldassini

L’esperimento del 1978 Nel 1978 dal dipartimento di Psicologia dell’Università di Birmingham, i ricercatori fecero osservare immagini di donne vestite a dei volontari che avevano annusato il profumatissimo tartufo bianco e ad altri che invece non avevano sentito l’inebriante aroma. Risultato: i primi furono più generosi nei punteggi alle fotografie rispetto ai secondi e questo, secondo i ricercatori, bastò a confermare la presunta carica erogena del tartufo.

La ripetizione Nelle sale del “Palazzo del Gusto” della trentesima “Mostra mercato nazionale del tartufo bianco e dei prodotti agroalimentari” di Gubbio l’esperimento – realizzato con le modalità di un gioco semi-serio – ha dato lo stesso risultato. Sono stati scelti venti volontari, tra i tanti visitatori che ieri pomeriggio hanno affollato banchi d’assaggio e degustazioni guidate: dieci di loro non avevano mangiato o annusato tartufo bianco, mentre gli altri dieci avevano mangiato il prelibato fungo ipogeo e hanno risentito l’aroma appena prima di entrare in sala. Il giornalista e sommelier fiorentino Aldo Fiordelli ha quindi guidato l’esperimento, mostrando dieci immagini di modelle e modelli in passerella e non solo, chiedendo che – di fronte a ognuna delle fotografie – il pubblico selezionato esprimesse una sua opinione con un voto da uno a dieci. Le schede sono state raccolte, i voti conteggiati e le medie hanno dato un responso inequivocabile: chi ha assaggiato o annusato tartufo bianco ha dato un voto medio di 7/decimi a ogni immagine, mentre chi non aveva avuto alcun contatto con la trifola pregiata si è fermato a 6,7/decimi. Una sottile ma concreta differenza, che in qualche modo avvalora il fatto che il tartufo sia effettivamente afrodisiaco.

Parla l’esperto «Il tartufo è un eccitante formidabile, è vero, ma della mente», sostiene proprio Aldo Fiordelli. «Il profumo intenso inebria le narici – continua il giornalista toscano – e la difficoltà di trovarlo contribuisce ad accrescerne il gusto e l’esclusività». Fiordelli proprio ieri ha parlato anche del suo libro «Il buon tartufo – Usi e costumi del ‘diamante’ della tavola”, che non è un trattato di micologia, né il solito elenco di ricette e nemmeno una guida dell’andar per trifole, ma – per ammissione dell’autore – “poche brillanti pagine per descrivere la cultura del tartufo in cucina e fuori». Tornando proprio alla questione afrodisiaco o meno, Fiordelli ha spiegato che «l’ipotesi di partenza è quella dell’eccitazione della scrofa (la femmina del suino, ndr) che si metterebbe a raspare freneticamente per aver riconosciuto nell’odore del tartufo quello del maiale non castrato nella fase dell’accoppiamento».

La conferma Una teoria confermata dalle ricerche delle università di Monaco e Lubecca, che hanno rilevato come nella saliva dei suini maschi ci siano molecole appartenenti al genere degli steroidi derivati dall’androstano, di cui fa parte anche l’alcol volatile del tartufo. Ecco spiegato, almeno a livello animale, l’arcano del tartufo afrodisiaco. Ben più complesso sarebbe dimostrare a livello scientifico, quanto ciò sia valido per l’uomo. Forse in quest’ultimo caso – spiega sempre Aldo Fiordelli – è più corretta l’equazione: «lo compro, costa, faccio bella figura, piaccio; lo compri, costa, spendi per me, ti piaccio».

Boom di presenze Nel pomeriggio di domenica 30, intanto, boom di presenze nelle sedi della kermesse, mentre le iniziative di palazzo del Gusto riscuotono sempre crescenti apprezzamenti, in particolare laddove si è proposto l’abbinamento del tartufo con i vini in collaborazione con Ais, delegazione di Gubbio.  Godibile e gradito dai partecipanti, che hanno potuto provare a realizzare dei cocktail, anche il Laboratorio sensoriale del gusto “Il bere miscelato”, in collaborazione con i barmen di Aibes. La buona tavola e i prodotti gastronomici del territorio ottengono anch’essi il disco verde. I banchi d’assaggio di palazzo della Porta, aperti ieri per la prima volta, hanno registrato 250 presenze in tre ore. I partecipanti hanno assaggiato formaggi e insaccati rigorosamente di produzione locale, l’eccellenza della carne chianina del territorio dell’Alto Chiascio e la crescia di Gubbio. E fino a domani si replica l’esperienza per tutto il giorno.

Martedì 1 novembre:

La XXX Mostra mercato nazionale del tartufo bianco e dei prodotti agro-alimentari prosegue con un interessante programma di appuntamenti. In collaborazione con Campagna amica e Coldiretti, alle 15.30 l’officina del gusto “Orti e chianina” conduce i partecipanti alla scoperta di alcuni orti urbani del centro storico, tra cui quelli del Vescovado e di palazzo Ranghiasci. Nel corso della visita verranno svelati trucchi e tecniche dell’orticoltura all’interno delle mura cittadine e, al termine del giro, gli iscritti potranno assaggiare i prodotti tipici della campagna eugubina e la carne chianina.

Alle 18.30 gran chiusura dei Laboratori sensoriali del gusto con “Eccellenze in verticale: l’Amarone di Nicolis in abbinamento con il tartufo”. Un appuntamento imperdibile per gli amanti del rosso della Valpolicella, di cui si propongono annate storiche. Le degustazioni vanno prenotate allo Iat 075.9220693.

La Mostra si chiude con un evento in anteprima nazionale, il concerto “Discoverland” di Roberto Angelini e Pier Cortese al teatro comunale (per info e prevendita: eventi@martintempo.it).

Informazioni su: www.tartufointavola.it

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