di Ivano Porfiri
«Un simbolo di unità in un momento tanto difficile». Ha definito così, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, l’Albero di Natale più grande del mondo di Gubbio. Napolitano lo ha acceso collegato in videoconferenza dal suo studio al Quirinale nel pieno della crisi politica (immagini trasmesse da Trgmedia.it). L’anno scorso era stato il papa Benedetto XVI ad accendere l’albero fatto di luci sul Monte Ingino.
Napolitano accende l’albeo. IL VIDEO
Unità nella crisi «Sono molto contento di partecipare a questa cerimonia – ha detto Napolitano -. Ormai possiamo collegarci facilmente grazie alla tecnologia e posso essere così in questa meravigliosa città di Gubbio. Abbiamo celebrato i 150 anni dell’Unità d’italia – ha aggiunto il presidente- e ancora meglio percepiamo negli sviluppi di una situazione difficile il patrimonio di storia e cultura che questo nostro paese rappresenta, non solo nelle grandi città ma anche in piccole e splendide realtà come Gubbio».
Tornerò a Gubbio Napolitano ha sottolineato di mancare da Gubbio da molti anni. «L’ho visitata – ha detto – e non dimentico l’impressione che mi fece. E’ tempo che torni, forse dopo la fine del mio mandato. Auguri per il Natale e il Capodanno – ha concluso -. L’albero che ci illumina tutti sia simbolo della nostra unità e per tutti simbolo dell’attaccamento alle ricorrenze dell’Italia cristiana».
Guerrini: emozione Il sindaco Diego Guerrini ha rivolto l’invito a Napolitano a recarsi a Gubbio. Guerrini si è detto «onorato e sicuro di poter rappresentare l’emozione dell’intera comunità eugubina. Un sentimento di gratitudine sig. Presidente perché oggi tanti eugubini che sono in tutto il mondo e che ci stanno seguendo, sentiranno ancor di più l’orgoglio di essere italiani. Grazie sig. Presidente, poiché l’accensione dell’Albero per noi tutti rappresenta una luce profonda nei nostri occhi, desiderosi di guardare al futuro».
Gli auguri del vescovo Il vescovo di Gubbio Mario Ceccobelli ha rivolto gli auguri di buon Natale a Napolitano, al mondo intero, «soprattutto alla nostra Italia – ha detto -: non solo un atto di prammatica ma un sentimento vero, una preghiera! Che gioia, speranza e letizia possano circondare la terra e porre fine ad ogni povertà e guerra! Ma soprattutto che ognuno di noi sappia ritrovare la forza umana, morale e civile di reagire alle contingenze dolorose che viviamo».
Ramacci: più solidarietà «Speriamo le luci multicolori del nostro Albero – ha detto il presidente del Comitato “Albero di Natale più grande del mondo” Pavilio Ramacci – possano strappare a tutti un sorriso, che possano anche per un solo istante farci sentire tutti più solidali, uniti e tolleranti. Che la meraviglia che si disegna sul viso di ogni bambino che guarda l’Albero possa contagiare tutti coloro che ha vicino a sé, famiglia, scuola, amici: possa essere alimento per la speranza che nonostante tutto alberga ancora nei nostri cuori per una società migliore, più onesta e solidale. Buon Natale, caro Presidente, a Lei, alla sua famiglia ed a tutti i suoi collaboratori».
