Guardea

di Re.Te.

Le suore di ‘Nostra signora del monte Calvario’, che gestivano una scuola cattolica per l’infanzia, realizzata di recente, hanno deciso di chiudere tutto e abbandonare Guardea. Dove già divampa la polemica.

L’attacco «La partenza definitiva delle suore, dopo 118 anni di permanenza a Guardea e la conseguente chiusura della scuola dell’infanzia, è un duro colpo sociale ed economico per il paese». A dirlo è il capogruppo di ‘Insieme per Guardea’, Giampiero Lattanzi, che contesta la decisione della giunta Costa di aprire una nuova scuola dell’infanzia pubblica «la cui rispondenza a standard, leggi e regolamenti è tutta da verificare» e accusa che si è voluto «di fatto, fare concorrenza alle suore».

Il bilancio «La verità – accusa Lattanzi – è che le suore hanno assunto questa decisione perché non riuscivano più ad intessere rapporti costruttivi con l’amministrazione e a sostenere il costo per la gestione della scuola in conseguenza del minor numero di bambini determinato dalla divisione in due plessi scolastici. Il danno per la comunità è sociale, perché numerosi bambini sono attualmente senza scuola, poiché nella nuova non c’è posto per tutti ed è anche economica perché fa mancare al bilancio comunale, fra mutui, servizi e prestazioni oltre 70mila euro all’anno. Una cifra che per un paese come Guardea e in tempi di crisi è molto importante».

La polemica La vicenda della scuola, secondo Lattanzi, «è emblematica ed è l’ultimo capitolo della superficialità di questa maggioranza e di questo sindaco, come emblematico che debba essere il capogruppo della lista ‘laica’ a difendere il pluralismo. E pensare che questa amministrazione si professa di matrice cattolica, quasi integralista. Il sindaco, appena eletto, tanto per fare un esempio, ogni giorno a mezzogiorno si rivolgeva verso Narni, dove è stato trasferito il vecchio parroco, per cinque minuti di raccoglimento. Il vice sindaco invece canta nel coro e legge dal pulpito, in gara con l’assessore Basilici e con l’ex assessore Crocelli».

L’accusa Possibile, si chiede l’esponente di ‘Insieme per Guardea’, «che tutti questi signori, pur se in rapporto privilegiato con il Padreterno, non si siano resi conto che a Guardea due scuole materne non potevano sopravvivere e che quella destinata a soccombere sarebbe stata quella cattolica?.Se non lo hanno fatto sono dei pessimi amministratori, ma se invece se ne sono resi conto, allora hanno privilegiato l’aspetto clientelare, dando seguito all’impegno assunto in campagna elettorale con un’esigua minoranza di genitori di bambini che frequentavano l’asilo di Pozzociolino di Montecchio».

L’alternativa Secondo Lattanzi «sarebbe stata proprio questa struttura che avrebbe potuto fornire una risposta qualificata alla richiesta di tutti quelli che volevano una scuola laica, fornendo un adeguato servizio di scuolabus, visto che Pozzociolino dista solo tre chilometri dal centro di Guardea e considerato che la scuola era stata recentemente ristrutturata con consistente impiego di risorse pubbliche da parte dello stesso Comune di Montecchio, mantenendo allo stesso tempo la scuola cattolica delle suore, che svolgevano un ruolo importantissimo anche dal punto di vista sociale, oltre che religioso, più volte manifestato in oltre un secolo di permanenza».

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2 replies on “Guardea, il Comune apre una scuola per l’infanzia: quella delle suore chiude e scoppia la polemica”

    1. Ormai non è più un auspicio, ma una triste verità.
      Sul fatto poi che sia un bene, basta vedere come crescono… 🙁
      Chiese/comunità più attive e più scuole.

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