Un momento del presidio

Martedì a Perugia i lavoratori precari della giustizia umbra hanno scioperato e manifestato in piazza Italia, mentre una delegazione è stata ricevuta in Prefettura per chiedere la stabilizzazione dei contratti in scadenza nel 2026. Si tratta di circa 120 addetti assunti con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, un terzo del personale complessivo del settore giustizia in Umbria. Nella sola sede del tribunale di Perugia, su 150 dipendenti, 50 sono precari. La protesta è stata organizzata dalla Funzione pubblica della Cgil e si è svolta in concomitanza con lo sciopero nazionale della categoria.

Rischio collasso Il segretario regionale della Cgil Michele Agnani, uscendo dall’incontro con il vicecapo di gabinetto della Prefettura, ha sottolineato la gravità della situazione: «Parliamo di un terzo dei lavoratori complessivi del sistema giustizia umbro. La diretta conseguenza di un eventuale mancato rinnovo è la paralisi e il collasso del sistema giudiziario».

I dati Secondo i dati forniti dal sindacato, a livello nazionale i precari della giustizia sono circa 12mila, ma le risorse messe dal Governo per la stabilizzazione coprirebbero solo un quarto dei lavoratori. Agnani ha ricordato che questi addetti «stanno mandando avanti la macchina della giustizia e, anzi, hanno contribuito notevolmente a velocizzarla». Per questo, ha aggiunto, «la giustizia italiana da tre anni si regge su di loro e senza di essi si rischia il collasso, i numeri parlano chiaro».

Stabilizzazione Il sindacato richiama anche l’attenzione sul fatto che i lavoratori impiegati sono figure con alta specializzazione e competenze consolidate. «Si parla tanto di “fuga dei cervelli” e poi lasciamo disperdere tante competenze. Noi a questo ci opponiamo con forza», ha ribadito Agnani, sottolineando come la questione non riguardi solo la tutela occupazionale, ma anche il funzionamento dei tribunali e i diritti dei cittadini. Nell’incontro in Prefettura la delegazione sindacale ha chiesto che le istanze vengano trasmesse al Governo, con l’obiettivo di garantire la stabilizzazione di tutti i precari della giustizia. «Abbiamo chiesto che si trovino le risorse in finanziaria per stabilizzare tutti i 12 mila precari», ha concluso Agnani, «alla luce dell’immensa mole di lavoro svolta e delle criticità a cui si andrebbe incontro in caso contrario».

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