di Fra. Mar.
Disservizi. Organico all’osso. Udienze che devono improrogabilmente terminare entro le 17.30 perché poi non ci sono i cancellieri. La Corte d’Appello che rischia di essere cancellata dalla nuova sforbiciata ministeriale in nome del risparmio. Sono solo alcuni dei problemi che affliggono la giustizia perugina e che verranno discussi venerdì 17 ottobre in un’assemblea a cui l’ordine degli avvocati di Perugia ha invitato il presidente della Corte d’Appello di Perugia Wladimiro De Nunzio, il presidente del tribunale Criscuolo, la presidente della Regione Umbria Marini, il sindaco di Perugia Romizi e tutti i parlamentari umbri.
Attività giuridica vana L’assemblea è stata convocata dal consiglio dell’ordine dopo che in una missiva il direttore amministrativo del tribunale penale e civile Alberto Maestri, scriveva che «fin dal mese di ottobre la gestione degli uffici potrebbe divenire incontrollabile rendendo vana l’attività degli organi giudicanti. Le cancellerie infatti non saranno in grado di porre adeguatamente in esecuzione i relativi provvedimenti. Ancora più gravi e diffusi poi saranno gli adempimenti nei settori amministrativi che potrebbero essere trascurati per far fronte ad un quotidiano sempre più pressante».
Meno 50% «L’unica misura ipotizzabile – scriveva Maestri – è una drastica riduzione dell’attività giudiziaria, in particolare di udienza, da stimarsi attorno al 50%.In caso diverso non sarà più possibile neanche garantire gli adempimenti più urgenti o delicati. E di tali inadempimenti non può più farsi addebito al personale, stante le decimazioni patite». A Perugia infatti le unità dovrebbero essere 124 e invece sono appena 72.
Precari «Il servizio prestato dai precari – si legge in una nota -negli ultimi 3 anni è stato di vitale importanza per il corretto e celere funzionamento degli uffici giudiziari; la situazioni di grave carenza di organico (per il solo Tribunale si parla di 40 unità) potranno portare a breve –come paventato dal direttore amministrativo Maestri- ad una riduzione del 50% delle udienze. I precari sostengono la necessità di riprendere servizio nel più breve tempo possibile per scongiurare questa ed altre ipotesi che avrebbero conseguenze disastrose non solo per l’attività giudiziaria, ma per i cittadini tutti che sostengono i veri costi economici e sociali della “giustizia lumaca»
Competenze spendibili «Il bagaglio di competenze e professionalità specifiche acquisite in questi anni di servizio – aggiungono i precari – è immediatamente disponibile e spendibile, rappresentando la soluzione più immediata ed economica che consentirebbe di scongiurare la paralisi del sistema giudiziario. Solo nel distretto giudiziario del Perugino, 50 persone sono state formate per i profili di funzionari giudiziari e contabili, e sono attualmente disoccupate con la speranza di un rientro negli uffici».
Con gli avvocati «Nell’assemblea straordinaria indetta dall’Ordine degli avvocati di Perugia il prossimo 17 ottobre – concludono i precari- parteciperemo a sostegno di tutti gli avvocati e cittadini che rischiano di subire le conseguenze peggiori di questa situazione. Siamo disponibili a valutare insieme ai vertici politici ed istituzionali ogni iniziativa che sosterrà il nostro lavoro nella giustizia, per una giustizia che lavora».
