Il sindaco di Giove Alvaro Parca

Si diradano le nubi sul paese di Giove, per oltre 20 giorni ‘zona rossa’ per emergenza Covid-19: tra il 14 e il 15 maggio si è registrato un significativo balzo in avanti dei guariti (+10), limitando a sole 6 unità i casi di contagio; di questi ultimi 2 sono ricoverati in ospedale, gli altri quattro sono asintomatici. Il miglioramento della situazione epidemiologica è progressivo ma, come altri, il territorio è fiaccato dalla crisi che l’emergenza ha determinato e tra richieste avanzate a Palazzo Donini, dichiarazioni alla stampa e raccolta fondi avviata dal Comune, si erano generati malintesi e qualche polemica. Così, mentre grazie al buon cuore dei giovesi la somma raggiunta a favore delle famiglie in difficoltà è di circa 20 mila euro, il sindaco Alvaro Parca nel rispondere alla Regione non ha lasciato cadere la recente sortita del consigliere leghista Daniele Nicchi e inviando fatture per circa 1.400 euro di spese sostenute per carburante e vitto dei volontari che hanno fatto consegne a domicilio, ha precisato che «ciò non ha nulla a che vedere con la richiesta di contributi per spese alimentari avanzata all’ente, ancora senza esito».

Fase 2 Senza dubbio utile al graduale ritorno alla normalità, l’intervento sulla provinciale 31. Sono infatti terminati i lavori di messa in sicurezza del ponte. Lo annuncia l’amministrazione provinciale rendendo noto che l’Anas ha completato l’asfaltatura rendendo il tratto stradale di nuovo percorribile. L’intervento è consistito soprattutto nella messa in sicurezza del ponte con la ricostituzione del muretto sottostante la carreggiata e il rifacimento delle barriere di sicurezza. L’importo complessivo è stato di oltre 80mila euro. «Va in porto un’opera attesa dai cittadini e dalle attività economiche – commenta il presidente della Provincia Giampiero Lattanzi -. I ritardi accumulati per il completamento delle opere sono stati causati dalle scelte di passati governi sul futuro e il destino delle Province. Ai tempi della progettazione dell’intervento infatti subentrarono le disposizioni governative che tolsero la competenza di alcune strade alle Province assegnandole all’Anas, nell’ottica dello svuotamento delle funzioni delle Province italiane. I ritardi non sono riconducibili a precise volontà di Anas, né tanto meno a negligenze della Provincia ma alla difficilissima situazione che si era creata con i decreti sull’abolizione delle Province».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.