Si terrà il 20 giugno anche a Perugia e a Foligno la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, a difesa dei diritti delle persone in fuga da violenze e conflitti. Gli eventi sono organizzati da Arcisolidarietà Ora d’Aria, da anni ente gestore di progetti di prima e seconda accoglienza sul territorio regionale, in collaborazione con altre associazioni del settore, ovvero la cooperativa sociale Perusia, la Caritas Diocesana di Foligno e il Cidis Onlus. A Perugia alle 17.30 verrà proiettato, al cinema Méliès di via della Viola, il film «Pelè» e, a seguire, all’interno del chiostro di San Fiorenzo della Casa dell’Associazionismo, si aprirà il concerto degli AfroKings A.K.; per finire sarà offerto un aperitivo a buffet. Per quanto riguarda Foligno, invece, alle 18 in piazza della Repubblica, la quotidianità verrà spezzata dal flash mob «Welcome! Standing Together», con la partecipazione dei richiedenti asilo e dei rifugiati accolti nel territorio folignate e degli operatori di accoglienza. Tutti gli eventi e le attività sono aperti alle comunità che ospitano le persone.
Unhcr Promossa dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, è un’iniziativa che da oltre dieci anni ha come obiettivo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla condizione, spesso sconosciuta ai più, di questa particolare categoria di migranti. «Ci accingiamo a celebrare questa giornata in una situazione particolarmente negativa sul fronte dell’accoglienza, In Europa e in Italia. Questo – spiega Arci nazionale in una nota – è stato l’anno del pessimo accordo Ue con la Turchia e della sua possibile replica nei paesi africani attraverso il Migration compact proposto dal nostro governo».
I numeri Secondo l’Unhcr sono 60 milioni le persone costrette a fuggire dalle loro case e dai loro paesi e bisognose di protezione. Sessanta milioni a fronte di una popolazione del pianeta di 7 miliardi; nell’Ue gli abitanti sono 500 milioni e in Italia 60 milioni. Questo significa che se volessimo distribuire equamente nel mondo i 60 milioni di potenziali rifugiati, all’Europa ne spetterebbero 4 milioni e all’Italia 450 mila. Siamo invece di fronte a numeri enormemente inferiori (si calcola che in Europa siano ospitati un milione di rifugiati), e l’Italia, secondo dati del Ministero dell’Interno, nel 2015 ha avuto in tutto 83.970 richieste d’asilo.
L’impegno I primi mesi del 2016 sono stati caratterizzati dall’inaccettabile numero di morti in mare: sono, a fine giugno, almeno 2868 i morti e i dispersi lungo le rotte del Mediterraneo. Prosegue dunque il business degli scafisti e la tratta di esseri umani lungo le nuove rotte terrestri. Permane l’incapacità dell’Unione Europea di fornire risposte adeguate, al di là del cinismo degli accordi con i Paesi di origine e di transito ed i soliti balletti su quote e accoglienza. Intanto si diffondono indisturbati i peggiori sentimenti di razzismo e xenofobia, che avanzano assieme alla costruzione dei muri nello spazio Schengen e si nutrono di un’informazione volta più a creare un clima emergenziale che a stimolare una riflessione di merito. «Quello dell’Arci – continua l’associazione – è un impegno volto a garantire un’accoglienza dignitosa, come stiamo cercando di fare per esempio a Ventimiglia dove i nostri operatori e volontari sono quotidianamente impegnati a fornire assistenza e beni di prima necessità ai profughi ammassati lì da mesi, nell’indifferenza delle istituzioni nazionali. Chiediamo che siano finalmente aperti canali di ingresso legali in Italia e in Europa, unica scelta ragionevole per fermare le morti di frontiera».
