Un momento della presentazione

di D.B.

Circa diecimila umbri con un profilo, per quanto riguarda il gioco, definito «problematico»; persone che dovrebbero essere aiutate da iniziative che puntano alla prevenzione e alla cura e che sono sempre di più, tanto che nei territori delle Asl umbre si registra un aumento di utenti in cura che va dal 18 al 110 per cento. Questi sono alcuni dei numeri dei quali si è parlato mercoledì a Villa Umbra dove è stato presentato il «Piano operativo regionale per la prevenzione, il contrasto e la cura del gioco d’azzardo patologico» adottato dalla giunta di palazzo Donini. Come spiegato mercoledì, l’obiettivo del prossimo periodo è quello di «avviare la costruzione di un sistema regionale di intervento basato sulla sinergia di servizi sanitari, servizi sociali, volontariato ed associazioni per rispondere in maniera completa ai bisogni dei giocatori e delle loro famiglie».

I DATI DEL 2014

I numeri Stando ai dati dei Monopoli di Stato analizzati da Umbria24 nel 2014 la raccolta in Umbria è rimasta sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente: in tutto sono stati giocati dagli umbri, almeno per quanto riguarda i giochi legali ed escluso tutto il settore online, 1,036 miliardi di euro (cioè quasi tre milioni al giorno), dei quali 789 milioni sono rientrati nelle tasche dei giocatori sotto forma di vincite. I giochi preferiti dagli umbri sono le videolottery, che da sole assorbono il 70 per cento della raccolta, seguite da tutto ciò che riguarda lotterie e Lotto, mentre si nota un forte incremento delle scommesse virtuali. Quanto ai minorenni invece, secondo a quanto emerge dallo studio Espad Italia 2014, condotto dai ricercatori dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa, in Umbria un adolescente su tre fra i 15 e i 19 anni ha giocato d’azzardo nell’ultimo anno, mentre il 9 per cento circa presenta un profilo di gioco definito a rischio.

GRAFICO INTERATTIVO: I DATI DAL 2011 AL 2013 

Espansione travolgente «Il gioco d’azzardo problematico – è stato detto mercoledì – ha visto negli ultimi anni in Italia un’espansione travolgente, trasversale a tutte le fasce d’età e condizioni socioeconomiche, riconducibile a fattori molteplici tra cui la crescita dilagante di un’offerta estremamente differenziata di giochi legali, sostenuta da pervasive campagne pubblicitarie». Il Piano operativo regionale dà attuazione, in maniera dettagliata e coordinata, agli adempimenti previsti dalla legge regionale ed è stato elaborato da un gruppo di lavoro della struttura regionale composto da un ampio numero di servizi. Sul territorio a oggi in forma sperimentale è stato attivato il centro di riferimento regionale per il trattamento del gioco patologico e in tutte le Asl ci sono punti d’accoglienza per i giocatori e le loro famiglie.

Grande sforzo «Oggi – ha detto l’assessore regionale allasanità Luca Barberini – partiamo con la prima attività di attuazione della legge sul contrasto alla ludopatia affermiamo con convinzione e coraggio che la nostra regione è una regione ‘No Slot’ che combatte per superare queste problematiche che stanno colpendo fette importanti della nostra popolazione. Questa attività è il frutto di un grande sforzo di collaborazione – ha proseguito Barberini – fra Regione, Aziende Sanitarie, prefetture, forze dell’ordine, enti locali ed il mondo delle scuole, per cercare di fornire strumenti necessari al superamento di questo grave fenomeno. Nella sostanza Umbria No Slot sta a significare che non vogliamo nascondere il problema, ma vogliamo trovare una soluzione di sostegno a quelle persone che vivono questa difficoltà».

Twitter @DanieleBovi

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.