di Daniele Bovi
Una delle poche certezze è questa: il 22 i lavoratori di Gesenu incroceranno le braccia. Lunedì pomeriggio sono stati circa 70 gli operai dell’azienda, della quale il Comune di Perugia possiede il 45 per cento, che si sono ritrovati, come stabilito nei giorni scorsi, sotto palazzo dei Priori e poi sono saliti nella sala del consiglio comunale dove era in programma la seduta. Gli operai prendono posto, al primo punto all’ordine del giorno ci sono i nuovi nomi da iscrivere all’albo d’oro della città; una pratica da trattare a porte chiuse e così il presidente Leonardo Varasano invita tutti ad uscire. I lavoratori non gradiscono, applaudono ironici verso la giunta e urlano «buffoni, buffoni».
Tensione La tensione svanisce dopo qualche minuto, i lavoratori si assiepano lungo il corridoio e poi, una volta che il consiglio ha deliberato le nuove iscrizioni, rientrano. I capigruppo nel frattempo si erano accordati così: sindaco, presidente del consiglio, alcuni rappresentanti di giunta e capigruppo proporranno di ricevere in sala Rossa sindacati e un’ampia delegazione di lavoratori; Cristina Rosetti prova a rompere lo schema proponendo di tenere l’incontro con tutti i lavoratori nella sala del consiglio. Gli applausi degli operai sono tanti ma a passare (21 sì, 7 contrari e 2 astenuti) è la prima ipotesi. Si va in una sala Rossa che piano piano si riempie di persone mentre fuori le facce tese dei lavoratori chiedono lumi a chi entra ed esce.
Risorse Il sindaco Andrea Romizi a proposito del taglio di 400 mila euro che il Comune vuol fare su un servizio che complessivamente costa circa 40 milioni, spiega che «stiamo cercando di recuperare risorse per evitare che il disavanzo cresca». Il primo cittadino, oltre ad illustrare la difficile situazione dei conti comunali, critica anche «alcune scelte scellerate del passato» (il riferimento è a certi investimenti fatti fuori dall’Umbria) e annuncia che, su sollecitazione della parte pubblica del cda, è partita un’istruttoria volta a valutare la possibilità di avviare un’azione di responsabilità verso chi ha compiuto le «scelte scellerate»: «Valuteremo – ha detto – se si può fare».
Preoccupazione Da parte loro sindacati e lavoratori hanno ribadito tutte le preoccupazioni espresse nel corso degli ultimi giorni: dalle incertezze intorno a quanto previsto nel piano industriale ai crediti vantati fuori regione, dal rapporto con le consociate fino alla chiarezza intorno alla riorganizzazione del lavoro e alle ultime assunzioni fatte in azienda. In più le preoccupazioni riguardano il servizio offerto ai cittadini, secondo alcuni lavoratori peggiorato nel corso degli ultimi anni: «I servizi che dovevano essere coperti – spiega uno – non sono stati coperti». «Alla Gesenu – dice un altro – succedono cose turche: come politica dovete intervenire».
Momento della verità Con tante persone dentro l’aria si fa irrespirabile, un sindacalista a proposito di alcune indigeste assunzioni chiede nei confronti dell’amministrazione se sono «collusi», il sindaco si arrabbia molto («collusa sarà sua madre»), il sindacalista se ne va sbattendo la porta ma la tensione dura un attimo, tanto che poco dopo tra i due torna il sereno. Il sindaco spiega di condividere in pieno le preoccupazioni e sottolinea che «siamo nel momento della verità. Chiederemo attenzione e risposte anche riguardo al piano industriale. Stiamo agendo con coscienza». Un primo cittadino con il quale, a differenza di quanto trapelato in questi giorni a proposito dell’approvazione del bilancio, il presidente dell’azienda Luca Marconi (nominato in quota Ncd) spiega che c’è un «confronto costante». Nessuno screzio o litigio quindi.
Parla Marconi «Il preciso compito del presidente della Gesenu, nominato dal sindaco di Perugia – dice Marconi -, è quello di vigilare e rilevare le eventuali criticità per tutelare la trasparenza e la regolarità di tutte le procedure mettendo a disposizione la propria esperienza imprenditoriale per intervenire sulle decisioni strategiche dell’azienda; ed è proprio su questo ruolo che rivesto come presidente che si devono trovare nuovi equilibri aziendali. Anche nel caso del progetto relativo al bilancio, come in ogni altra procedura, il confronto e la cooperazione tra tutti i soggetti coinvolti è l’unica modalità d’azione percorribile per conseguire l’obiettivo comune di salvaguardare, tutelare e migliorare le esigenze della comunità e dell’azienda». Venerdì invece sindacalisti e amministrazione torneranno a vedersi per tentare di stoppare lo sciopero.
Twitter @DanieleBovi
