Il Pacifista Vittorio Arrigoni

E’ stato ucciso senza aspettare la scadenza dell’ultimatum Vittorio Arrigoni, il pacifista rapito a Gaza City da un commando di estremisti salafiti. Giovedì era stato diffuso un video su youtube in cui si minacciava di ucciderlo se Hamas non avesse rilasciato di un gruppetto di suoi militanti. A ritrovare il corpo del giovane originario della Lombardia proprio le forze di sicurezza di Hamas che hanno scatenato una furibonda caccia all’uomo. A Vittorio Arrigoni la Tavola della Pace dedica il 29° Seminario nazionale che si apre ad Assisi. Cordoglio anche dall’Arci.

Il coordinatore nazionale della Tavola della pace Flavio Lotti ricorda come «di fronte all’indifferenza che circonda tante tragedie umane come quella dei palestinesi di Gaza Arrigoni aveva messo in gioco la sua vita e l’ha persa. Altri, prigionieri del cinismo e dell’egoismo, la perdono tutti i giorni».  Questo il suo messaggio completo:

L’assurda e atroce uccisione di Vittorio Arrigoni ci lascia sgomenti. Per alcuni era un pazzo, per altri un estremista, per altri ancora un eroe, un sognatore, un idealista. Per noi era un uomo buono e generoso. Di fronte alla guerra e all’ingiustizia che sta violentando il mondo, Vittorio Arrigoni aveva messo in gioco la sua vita e l’ha persa. L’aveva fatto per reagire alla tanta, troppa indifferenza che circonda tante tragedie umane come quella dei palestinesi di Gaza. L’aveva fatto per rompere il silenzio complice di tanta informazione e “l’imperdonabile assopimento della coscienza civile”. E’ amaro dirlo oggi ma mentre Vittorio ha perso la sua vita in un giorno, molti altri, prigionieri del cinismo e dell’egoismo, la perdono tutti i giorni.

Forse non sapremo mai chi e per quali ragioni ha armato la mano dei killer che lo hanno ucciso a Gaza. Ma nessuno si permetta di utilizzare il suo assassinio per spargere altro odio e altra violenza contro questo o contro quello. Vittorio non ha mai voluto far del male a nessuno. Nessuno strumentalizzi la sua morte. Sarebbe come ucciderlo due volte.

Con Vittorio si spenge una voce. Una voce chiara, sincera e diretta. Facciamo in modo che non si spenga anche la voce degli oltre 750.000 bambini che vivono prigionieri della Striscia di Gaza insieme ai loro genitori. Prima ci pensava Vittorio, ora ci dobbiamo pensare noi.

A Vittorio Arrigoni e a tutti i giovani che stanno dando la loro vita per la libertà, la dignità, la giustizia e la democrazia dedicheremo il 29° Seminario nazionale della Tavola della pace che si apre oggi alle 15.00 ad Assisi presso la Pro Civitate Christiana. Tre giorni di incontri e dibattiti “per la pace e la libertà, i diritti umani e la democrazia” che metteranno a confronto oltre trecento giovani, gruppi, associazioni, amministratori locali, insegnanti e giornalisti. Abbiamo bisogno di rinnovare l’impegno per costruire una politica di pace e di giustizia in Terra Santa, nel Medio Oriente, nel Mediterraneo e nel resto del mondo.” Perché, come diceva Vittorio, vogliamo restare umani. (Vedi il programma sul sito www.perlapace.it)

Anche dall’Arci arriva un ricordo di Vittorio Arrigoni «umano giusto». Eccolo:

Non c’è neppure stato il tempo di iniziare a mettere in fila le firme sul primo appello per la sua liberazione, che arrivavano a valanga nella notte da ogni angolo di Italia.

Vittorio Arrigoni è stato ucciso a Gaza, a trentasei anni, poche ore dopo il suo sequestro.

Ogni giorno per anni ci ha raccontato la lotta per la sopravvivenza di due milioni di persone rinchiuse nell’assedio, bombardate, affamate, umiliate.

Aveva scelto di stare all’inferno per aiutare a rompere il silenzio.

Aiutava con immagini e parole, indipendenti e imparziali come la vita vera, chi volesse raccontare la verità.

A parte pochissimi, nessuno guarda a Gaza. E’ diventata ormai un buco nero nella cronaca e nella politica.

Una gigantesca macchia oscura nell’etica e nella morale collettiva, impastata di indifferenza e di enormi complicità con l’orrore.

Vittorio è morto ammazzato. La sua morte oggi strappa il velo sulla Striscia e parla.

Che possa parlare davvero a tutti, Vittorio, anche ora che non c’è più.

Che semini ancora l’insopportabilità dell’ingiustizia, delle doppie misure, dell’ipocrisia in cui viviamo immersi.

Abbracciamo i familiari, l’International Solidarity Movement, gli amici.

Ringraziamo le autorità palestinesi che si sono adoperate per la sua liberazione

Siamo a fianco della popolazione di Gaza e dei giovani che si sono mobilitati per salvagli la vita.

Rinnoviamo l’impegno contro l’assedio, contro l’occupazione israeliana, per una pace fondata sulla giustizia.

Continuiamo l’azione politica, culturale e umanitaria per rompere l’isolamento di Gaza.

L’omicidio di Vittorio non sia utilizzato come ulteriore pretesto per impedire la presenza nell’area di volontari, cooperanti e testimoni.

Restiamo umani, ci ha sempre ripetuto Vittorio. A qualunque latitudine, facciamo parte della stessa comunità.

Ogni uomo, ogni donna, ogni piccolo di questo pianeta, ovunque nasca e viva, ha diritto alla vita e alla dignità.

Gli stessi diritti che rivendichiamo per noi appartengono anche a tutti gli altri e le altre, senza eccezione alcuna.

Restiamo umani, anche quando intorno a noi l’umanità pare si perda.

L’ARCI

Ferrante (Pd): violenza assurda Per il senatore del Pd Francesco Ferrante: «Nel drammatico e infinito conflitto mediorientale Vittorio Arrigoni aveva scelto di stare da una parte, quella dei palestinesi della striscia di Gaza. Si è impegnato in questa lotta con la sua presenza fisica non violenta e la voglia di raccontare cosa vedevano i suoi occhi. Oggi Arrigoni è rimasto vittima di una violenza assurda e da tempo fuori controllo. La sua vita e il suo tragico epilogo dovrebbero essere da insegnamento a tutta la comunità internazionale per trovare finalmente la soluzione di pace per israeliani e palestinesi, e per quei territori da troppo tempo teatro di sangue e violenze».