E' scontro sul gasdotto

Mezzo centrosinistra contrario al tragitto del maxitubo del gasdotto Snam Brindisi Minerbio. Intanto la Regione conferma: grazie alle modifiche segnalate il tracciato non comporta un grave impatto ambientale.

Il deputato Pd Walter Verini dichiara che sarà anche lui «all’appuntamento promosso sul Monte Splendore dai Comitati che si battono contro il tracciato del gasdotto Brindisi-Minerbio, che solleva enormi interrogativi legati alla tutela dell’ambiente, all’integrità del territorio, alla sismicità che caratterizza ampi tratti del tracciato stesso. Nella scorse settimane – prosegue il parlamentare – il gruppo del Pd alla Camera ha presentato una risoluzione per chiedere la modifica del tracciato. La risoluzione, oltre che dal sottoscritto, è stata firmata dal parlamentare aquilano Lolli, dalla toscana Mariani, che è anche capogruppo Pd in commissione Ambiente, dal marchigiano Vannucci, a sottolineare l’impegno corale del partito nelle zone in cui il tracciato presenta fortissimi aspetti di criticità». «Abbiamo ottenuto – aggiunge Verini – che la commissione Ambiente promuova audizioni con tutti i soggetti interessati, a partire dai Comitati stessi, e ci batteremo perché si riesca a fissare quanto prima le audizioni. Noi non siamo contro il gas, che insieme alle rinnovabili può rappresentare una grande opportunità. Riteniamo però che il tracciato, in gran parte dei suoi tratti, sollevi gravissimi problemi e ci battiamo perché il tracciato venga modificato, guardando a ipotesi diverse e praticabili, che non riguardino pregiate zone appenniniche caratterizzate perdipiù da rischio sismico. E’ quanto hanno chiesto interi consigli comunali, amche umbre, e sarebbe bene che anche la Regione Umbria, proprio perché è tra le più attente alla difesa dell’ambiente, dedicasse un supplemento di riflessione seria a questi aspetti».

Per il capogruppo Idv alla Regione, Oliviero Dottorini «Un progetto fuori da ogni contesto di salvaguardia ambientale ed economico-turistica dell’intera regione. È necessario da subito pronunciarsi per la revisione del tracciato e ricorrere in sede europea per valutare il rispetto di tutte le procedure autorizzative tecniche». «Il tracciato del gasdotto – dice Dottorini – produrrebbe danni irreparabili al paesaggio e all’economia dei paesi coinvolti. Settecento chilometri di linea, in buona parte sulla cresta di crinali di pregio, attraverseranno numerosissimi corsi d’acqua, aree naturali protette, siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale. Nello specifico – aggiunge Dottorini – nella nostra regione saranno interessati dal tracciato il Parco nazionale dei Monti Sibillini, i Boschi del bacino di Gubbio, il fiume Topino e i boschi di Pietralunga. Non si capisce come mai la Valutazione di impatto ambientale sia stata effettuata solo su alcuni tratti del tracciato, senza prendere in considerazione l’intera opera, che è bene a ricordare attraverserà gran parte dell’Italia lungo la dorsale appenninica, area ricca di criticità come il rischio sismico e quello idrogeologico. È giunto il momento che la Regione, rompendo una tradizione ormai consolidata, si schieri dalla parte dei cittadini, delle associazioni ambientaliste e dei comitati non per escludere a priori il passaggio della linea di metanodotto, ma per giungere alla scelta di un tracciato razionale e per vigilare affinché tutte le procedure autorizzative di un’opera di tale portata siano rispettate».

La Regione intanto ribadisce quanto dichiarato pochi giorni fa. In merito alla discussione in corso sul tronco Foligno-Sestino del gasdotto “Rete Adriatica”, proposto e progettato da Snam, la Giunta regionale dell’Umbria ha diffuso il seguente comunicato: «La Giunta regionale dell’Umbria si riserva di esprimere il proprio parere definitivo sull’opera in sede di riunione della Conferenza Stato Regioni, anche in raccordo con quelle che saranno le posizioni delle altre Regioni interessate, Emilia Romagna, Marche e Toscana le quali si sono, al momento, pronunciate in senso favorevole. Il progetto “Rete Adriatica” nella sua interezza è stato sottoposto dal Ministero dell’Ambiente a procedura di VIA (Verifica di Impatto Ambientale) ricevendone il nulla osta. L’istruttoria sul tratto umbro è stata espletata nel corso della scorsa legislatura regionale. Il suo iter è risultato molto ampiamente “partecipato” e svolto dalla Regione in un rapporto costante di confronto con i Comuni interessati all’attraversamento dell’opera. Sono state recepite osservazioni e imposte integrazioni, modifiche e prescrizioni al progetto originario. Alla luce di questa procedura gli uffici della Regione, con lo strumento della Determinazione dirigenziale, hanno espresso, nel 2009, valutazione favorevole di compatibilità ambientale».


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