di Iv. Por.
La Regione Umbria è pronta a dire sì al passaggio del gasdotto Snam ‘Rete Adriatica’. E’ emerso in consiglio regionale, dove l’assessore all’Ambiente Silvano Rometti ha risposto a un’interrogazione di Orfeo Goracci (Prc). Dura la replica dell’esponente di Rifondazione, che ha definito «scioccante» la posizione della giunta. E sul caso rischia di aprirsi un conflitto tra istituzioni.
Raccordo con chi ha detto sì «La Giunta regionale, dopo aver esaminato il progetto del Gasdotto Snam si è riservata, in sede di Conferenza Stato-Regioni, ultimo passaggio per l’autorizzazione del progetto nella sua completezza, di esprimere un proprio parere, anche in raccordo e in presenza di quelle che saranno le posizioni delle altre Regioni, Emilia Romagna, Marche e Toscana che tuttavia hanno già espresso parere favorevole». Sono le parole con cui Rometti ha risposto Goracci chiedeva alla giunta di Palazzo Donini gli intendimenti e le iniziative «che intende intraprendere, compresa la possibilità di ricorso in sede amministrativa per sospendere il procedimento almeno fino al pronunciamento della Commissione europea». Per Goracci, questo progetto del gasdotto, denominato ‘Rete adriatica’, «massacra il territorio, soprattutto dell’Alta Umbria ed è senza benefici. Oltretutto attraversa territori come quelli di Abruzzo, Umbria e Marche che in questi ultimi decenni hanno manifestato gravi problemi idrogeologici e sismici».
Come e dove passerà il tubo Rometti ha spiegato che il metanodotto «è parte di un sistema ben più complesso denominato ‘Rete adriatica’ ed è composto da cinque tronchi per un’estensione di circa 700 chilometri. Gli obiettivi sono quelli di aumentare i volumi di gas che l’Italia può trasmettere all’interno del Paese dai punti di approvvigionamento del sud, diversificare i corridoi attraverso cui il metano viene distribuito all’interno del nostro Paese e dare una garanzia certa di approvvigionamento con una rete adeguata. Si tratta di una condotta di 1 metro e 20 centimetri di diametro, completamente interrata. Il corridoio (18 metri di larghezza) realizzato per la posa in opera del metanodotto verrà rinaturalizzato attraverso convenzioni con ditte che si impegnano a seguire la manutenzione della rinaturazione del tragitto. I proprietari dei terreni avranno un indennizzo di circa 30 euro a metro quadrato per la servitù di passaggio dell’opera. L’Umbria, dei cinque tronchi previsti, è interessata da due: Sulmona-Foligno, a sud, che attraversa il comune di Foligno e, di fatto i comuni della Valnerina e Foligno–Sestino, che attraversa i comuni di Nocera Umbra, Gualdo Tadino, Pietralunga e Città di Castello».
Il percorso dell’istruttoria «L’istruttoria – ha rimarcato Rometti – ha riguardato la precedente legislatura. La Regione, in un confronto continuo con i Comuni interessati all’attraversamento, ha recepito le loro osservazioni e ha chiesto alla Snam di aggiustare il percorso, di prevedere interventi di mitigazione ambientale. Nel 2009, la Regione Umbria, con una determinazione dirigenziale, ha espresso valutazione favorevole di compatibilità ambientale tenendo conto di tutte le prescrizioni concordate precedentemente con i Comuni».
Provincia e Gubbio fanno ricorso Particolarmente critico il commento, in replica, di Goracci che ha sottolineato la sua insoddisfazione rispetto alla risposta, definita «preoccupante» di Rometti. Ricordando all’assessore che «la Provincia di Perugia e il Comune di Gubbio hanno attivato la procedura del ricorso». A tal proposito i consiglieri Prc Luca Baldelli e Giampiero Fugnanesi hanno presentato un’interrogazione al presidente della Provincia Guasticchi. Goracci ha quindi ribadito «la totale inutilità dell’opera» e rimarcato che «se questa deve essere la posizione del ‘Cuore verde d’Italia’, ci troviamo di fronte ad un dato scioccante che non condivido e che cercherò di contrastare».
Il Comitato: che fanno gli umbri? Intanto il Comitato No Tubo punta il dito contro gli enti locali umbri. «Il 4 giugno 2011 – si legge in un comunicato – i comuni abruzzesi di Sulmona, Pratola Peligna, Pacentro, Corfinio, l’Aquila, la comunità montana Peligna e il Wwf nazionale hanno impugnato presso il Tar del Lazio il decreto del ministero dell’Ambiente che autorizza la Snam al passaggiodel gasdotto Brindisi-Minerbio nel tratto Sulmona-Foligno. L’Umbria e le Marche, contigue territorialmente all’Abruzzo e con le stesse caratteristichee criticita’ ambientali e morfologiche, non hanno certo maggior accreditamento presso il paradiso che li protegga dagli eventi sismici e dai danni ambientali che il gasdotto creerebbe. Molti dei comuni dell’Umbria e delle Marche sono anch’essi all’interno della fascia Appenninica in cui è più alto il rischio sismico a livello nazionale. Ci aspettiamo dunque che anche gli amministratori (sindaci, assessori, presidenti,ecc.) degli enti territoriali interessati dal segmento Foligno-Sestino, sia marchigiani che umbri, sfoderino un analogo atteggiamento di fermezza e risolutezza (e rapidità) di quelli abruzzesi, un atteggiamento volto alla difesa dei cittadini e dei loro diritti (prima che a quelli delle multinazionali), con la conseguente presentazione di altrettanti ricorsi al Tar del Lazio e una decisa opposizione, “qualunquemente”, anche a livello politico»


Ma che vuol dire ? Che se le altre regioni vogliono massacrare il loro territorio con questa inutile opera noi dobbiamo andargli dietro?Questa e’ la nostra NO TAV,anche noi come i cittadini del Val di Susa dobbiamo resistere al grido di NO TUBO! Se no ci ricorderemo dei nostri politici locali che vogliono la devastazione del territorio.
Si, trovo che sia una vera follia. Ci adeguaimo, tanto lo fanno anche gli altri?
Siamo in una fase in cui la gente ha i mezzi e la voglia per riappropiarsi delle decisione che riguardano la propria vita, attraverso una democrazia diretta. Farebbero bene a pensarci un attimo.. non credano che il “vento nuovo” soffi solo in una direzione.
noi siamo il paese del no!!!!! poi ci si lamenta che si rimane indietro!!!!!! avanti con i lavori……(membri del g8 sette con nucleare e indovinate chi senza ITALIA) SVEGLIAMOCI perchè sennò FINIAMO MALE.
Siamo il Paese dove i cittadini informati si riappropriano del bene comune (che molte volte viene devastato e distrutto da una classe politica collusa con i poteri forti,mafia e P2) e sanno con coscienza decidere quali opere sono appropriate e indispensabili per la crescita del Paese. Il Gasdotto non porta nessun beneficio a questo Paese!Prima di scrivere informatevi.Il cittadino informato e’ quello che spaventa la nostra classe politica ed e’ per questo che vogliono il controllo dei mezzi d’informazione.
io mi scaldo col metano non con le chiacchiere…ops..la Francia non ci da più energia,il computer non va più vi saluto!!!!
Ma allora non ai capito che il gasdotto non serve per rifornire l’Italia.Se ti vuoi riscaldare potresti andare a tagliare la legna..
Ottima soluzione……impatto ambientale zero…..solo 90 milioni di ettari di bosco in fumo….avanti!!!!
Come ti interessa l’impatto ambientale? Non si direbbe visto che sei a favore del gasdotto.Un po’ di confusione…..
Ma quale impatto ambientale! guarda la foto non rimane che una strada di terra che dopo qualche anno ricresce l’erba e non ti accorgi nemmeno dove è passato…bruciamo carbone,petrolio e boschi che cosi l’impatto e minore.
Mi devo basare sulla foto??????? Io mi baso sul parere di esperti e persone capaci. Un’altro tema sul quale tu non sei arrivato e’ che il nostro territorio e’ sismico e cio’ non da sicurezza alcuna per la salvaguardia dell’opera negli anni futuri ( Fukushima docet)!Non e’ per caso che sei un dipendente dell’ENI visto il tuo attaccamento nel difendere un’opera inutile per il territorio?