di Ivano Porfiri
Sono 5.976 i giovani al di sotto dei 30 anni che sperano di entrare nel mondo del lavoro attraverso il Piano europeo Youth Guarantee in Umbria. Lo riporta l’ultimo monitoraggio del 3 ottobre riportato dal sito ufficiale.
I numeri Finora i giovani che si sono iscritti al Piano, in Italia, sono 223.729. Di questi, 69.347 sono stati già chiamati per il primo colloquio e poco meno di 50 mila hanno ricevuto il primo colloquio di orientamento. ALe opportunità di lavoro complessive messe a disposizioni da imprese dall’inizio sul portale nazionale sono 15.578 per un totale di 22.270 posto disponibili. Al 2 ottobre quelle disponibili sono 4.711 per 6.924 posti, di cui il 71,7% al Nord, il 14,4% al Centro e il 13,8% al Sud.
In Umbria Gli umbri che si sono finora iscritti sono 4.317, cioè l’1,9% del totale. Non è detto che gli umbri si siano iscritti in Umbria vista la possibilità della scelta multipla. A scegliere l’Umbria sono stati 5.976 cioè il 2,2% del totale. Di questi, 4.223 sono giovani residenti in Umbria e 1.753 provenienti da fuori regione. Di questi 1.650 sono stati convocati dai Centri per l’Impiego di Perugia, Foligno, Città di Castello, Terni, Gubbio, Gualdo Tadino. Dei 1.650 convocati si sono presentati solo 900, di cui 870 già avviati ai percorsi.
Le risorse Nella ripartizione nazionale all’Umbria sono stati destinati 22 milioni e 800 mila euro. La divisione è stata fatta in base al numero di Neet tra i 15 e i 24 anni sul territorio regionale, che in Umbria sono quantificati in 9.800 sui 607 mila italiani.
Che cos’è Garanzia giovani è lo strumento messo in campo dall’Unione europea per abbattere il mostro della disoccupazione giovanile e prevede dei finanziamenti per i Paesi membri con tassi di disoccupazione superiori al 25%. Gli investimenti riguardano le politiche attive di orientamento, istruzione, formazione e inserimento al lavoro. Possono beneficiarne giovani tra i 15 e il 29 anni che non sono impegnati in un’attività lavorativa, né inseriti in un percorso scolastico o formativo (Neet – Not in Education, Employment or Training).
Come si attua Come prevede la ‘Raccomandazione europea’ del 2013, l’Italia dovrà garantire ai giovani al di sotto dei 30 anni un’offerta qualitativamente valida di lavoro, proseguimento degli studi, apprendistato o tirocinio, entro 4 mesi dall’inizio della disoccupazione o dall’uscita dal sistema d’istruzione formale. E le Regioni hanno la responsabilità di attuare le azioni di politica attiva che vanno dall’accoglienza all’orientamento, passano attraverso una formazione mirata per proseguire con un accompagnamento al lavoro, che si può attuare con l’apprendistato, tirocini, servizi civile, sostegno all’autoimprenditorialità. Ma anche favorendo la mobilità all’interno dell’Ue, oltre che nei singoli Paesi. Per questo un giovane può presentare domanda in più regioni contemporaneamente.
Soldi ai giovani e alle imprese Tra gli incentivi per l’ingresso al lavoro, ad esempio, per i tirocini di sei mesi viene riconosciuta un’indennità mensile fino a 500 euro e quindi non superiore a 3.000 euro in tutto il periodo (fino a 6.000 euro per disabili e soggetti svantaggiati) ma il contributo sarà più alto se il tirocinio si svolge al di fuori del territorio di provenienza. Con bonus anche per le aziende partner: in caso di assunzione con un rapporto di lavoro subordinato entro 60 giorni dalla conclusione del tirocinio, il datore di lavoro riceverà un incentivo economico.
