di Giorgia Olivieri
Supportare il benessere psicologico degli studenti in un «contesto di fragilità generale»: è l’obiettivo dei servizi di counseling psicologico Focus psi, di counseling pedagogico-didattico Focus ped e del laboratorio inclusivo Inl@b dell’Università degli studi di Perugia. Le docenti responsabili dei servizi, Claudia Mazzeschi e Silvia Fornari, spiegano a Umbria24 quali sono le criticità affrontate dalle generazioni di universitari di oggi e come i servizi dell’ateneo possono migliorare la qualità dell’esperienza accademica degli studenti.
Focus Psi Il servizio di counseling psicologico Focus Psi è aperto a tutti gli studenti iscritti all’ateneo che desiderano trovare un supporto nella gestione di problematiche personali, relazionali ed emotive. Lo studente o la studentessa può auto segnalarsi tramite mail e accedere al colloquio con l’esperto d’ateneo, che si prefigge l’obiettivo di tracciare e comprendere i contorni del problema del giovane. Ogni studente ha diritto a un totale di cinque colloqui, ai quali fa seguito un percorso di follow-up e, in caso di necessità, l’indirizzamento verso uno specialista. «Lavoriamo riattivando, dove possibile, le risorse psicologiche che possono mettere lo studente nella condizione di continuare il percorso in autonomia o con un supporto esterno», spiega Claudia Mazzeschi, docente all’Università di Perugia e responsabile del servizio di counseling psicologico. «Siamo in rete con i servizi del territorio – continua la professoressa – a cui mandiamo gli studenti con ulteriori necessità rispetto al micro intervento che offriamo. Nessuno studente è mai stato inviato al privato, ci siamo sempre appoggiati sul pubblico per principio». Nel 2022 sono stati effettuati 1.180 colloqui, per un totale di 184 percorsi intrapresi. Sono le studentesse a farne maggiore richiesta, il 70,9 per cento contro il 29,3 di studenti. Inoltre, nell’82 per cento dei casi si tratta di iscritte e iscritti fuori sede e nel 48 per cento dei casi sono studenti in area umanistica, mentre il 21 per cento di area medica.
Complessità giovanile Il servizio psicologico non prende in caso situazioni particolari, come la tossicodipendenza o i disturbi dell’alimentazione, bensì situazioni su cui è possibile lavorare con sole cinque sedute in modo piuttosto efficace. «Nella mia esperienza – continua Mazzeschi – c’è una complessità che è aumentata rispetto a qualche tempo fa. Abbiamo una quota di richieste per le quali il servizio è un primo step, che ha un valore terapeutico e trasformativo, ma la soluzione e il supporto al problema non sono la stessa cosa. Ci sono situazioni in cui non basta, per altre rimette in pista». Quella dei giovani adulti è una «categoria in corso di definizione della propria identità, dove, tra i temi interni al soggetto, l’università è importantissima. Le statistiche dicono che la pandemia ha fatto da detonatore ma c’è anche una maggiore apertura dei giovani, si può anche parlare di più di salute mentale», conclude la docente.
Focus ped e Inl@b Il servizio di counseling pedagogico-didattico nasce per dare sostegno agli studenti nell’acquisizione e nell’affinamento del metodo di studio per risolvere criticità legate a uno o più esami. Inoltre, gli esperti di Focus ped possono aiutare il giovane nella ridefinizione del percorso di studio attraverso un ri-orientamento in caso di necessità. «Spesso una criticità nasce da una scelta non adeguata rispetto alle proprie capacità o aspettative, lo attestano anche i dati: dopo il primo anno di università c’è una forte mortalità studentesca», riporta Silvia Fornari, docente all’Università di Perugia e responsabile del servizio. Il counseling pedadogico-didattico è utile anche a studenti con disabilità per delineare il proprio progetto di vita e per individuare degli strumenti compensativi per gli studenti con Dsa. Focus ped garantisce allo studente incontri della durata di circa un’ora, con un colloquio di follow-up ogni due mesi. Anche il laboratorio di tecnologie inclusive, Inl@b, è funzionale ai bisogni di tutti gli studenti, in particolare persone con disabilità o con disturbi specifici di apprendimento. «I nostri collaboratori esperti possono fornire alcuni strumenti agli studenti in comodato d’uso – continua Fornari – e aiutarli a capire come utilizzare questi mezzi. Non tutte le persone che presentano lo stesso problema hanno bisogno degli stessi strumenti». Il servizio Focus ped è passato da 602 utenti nel 2018 a 824 nel 2022, mentre in Inl@b da 248 a 534 accessi.
Fragilità sociale «Esistono dei casi di difficoltà reale nell’affrontare lo studio, in cui non si riesce a bilanciare la compresenza di più insegnamenti perché non si hanno gli strumenti per gestire lo studio, ma altri nascono da un contesto di fragilità generale degli studenti di oggi», continua la docente. Questa fragilità, «è in parte sociale: viviamo in un contesto in cui c’è difficoltà – spiega Fornari – a proiettarsi nel futuro, la capacità di costruire una prospettiva di vita era più presente prima. Nella società del presente manca una capacità di proiezione lunga. Molti studenti sono isolati, anche nella vita universitaria: è nella presenza che riesce a esserci lo scambio». Anche frequentare l’università ha assunto un valore diverso per alcuni membri delle nuove generazioni: «Per alcuni è visto come un vero investimento, una possibilità di cambiare proiezione nella vita, per altri è scelta obbligata perché manca lavoro a 19 anni, non c’è entusiasmo nel fare un corso di studi come qualcosa di importante», conclude Fornari.
