di D.B.
Fontivegge? Un malato ancora «in una fase critica». A sostenerlo è il sindaco di Perugia Andrea Romizi, presente lunedì in Quarta commissione dove è stato approvato un ordine del giorno del leghista Felicioni con cui si chiede di schierare nell’area «l’Esercito e/o le forze dell’ordine». Secondo il primo cittadino nel corso degli anni sono stati avviati progetti e fatti passi in avanti ma ancora «lì la microcriminalità è molto presente. Per questo serve la massima attenzione sul tema della sicurezza». Romizi ha parlato della necessità di dare vita nella zona a un presidio del Comune (recentemente è stato lanciato anche un avviso per reperire locali nella zona da destinare ad associazioni del territorio), «per essere sempre presenti a Fontivegge, affiancando così le forze dell’ordine, ciascuno secondo le proprie competenze istituzionali».
Romizi Diversa secondo il sindaco la situazione del centro storico dove «c’è stata un’operazione – ha detto – di forte “pulizia” da parte delle forze dell’ordine e un grande protagonismo di associazioni, cittadini ed operatori commerciali. Lo stesso non può ancora dirsi per Fontivegge, dove i cittadini vivono un forte disagio. In attesa che i progetti avviati dall’Amministrazione per tale quartiere possano trovare completa attuazione nei tempi tecnici richiesti, in questa fase non si può rallentare e si deve essere incisivi». L’ordine del giorno proposto da Felicioni chiedeva in origine l’impiego del ‘solo’ Esercito, ed è stato poi emendato nel corso della mattinata con la possibilità, in aggiunta o in alternativa all’Esercito, di schierare anche le forze dell’ordine.
AGENDA URBANA, TUTTI I PROGETTI PER L’AREA DI FONTIVEGGE
Il voto Un documento sul quale il gruppo consiliare del Pd si è spaccato: sette i voti a favore (maggioranza), quattro i contrari (i pd Bori e Bistocchi e i pentastellati Giaffreda e Pietrelli) e due gli astenuti (i dem Mori e Mirabassi), mentre prima del voto finale è stata respinta la proposta di Mori di rinviarlo per ascoltare questore e prefetto. Romizi ha invitato ad affrontare il tema senza demagogia dato che «gli sforzi che l’Amministrazione sta compiendo per rivitalizzare l’area rischiano di non essere da soli incisivi». «Non ci si deve scandalizzare – ha aggiunto – se si chiede un presidio fisso nell’area; ciò può avvenire nell’ambito del progetto “Strade sicure”, che ha fatto registrare buoni risultati in alcune realtà, oppure tramite modalità diverse, ma sempre in accordo con le forze dell’ordine e la Prefettura. Insomma credo che un’ulteriore presenza possa essere auspicabile».
BANDA ULTRALARGA, ARRIVA L’OFFERTA DI VODAFONE
Strade sicure Varato nel 2008, il progetto Strade sicure prevede l’impiego di militari nelle città, con qualifica di agenti di pubblica sicurezza, «per specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità». I contingenti sono a disposizione dei prefetti e a fine 2015 il progetto, che prevede l’impiego di 4.800 militari, è stato prorogato per tutto il 2016. All’epoca, nel 2008, l’allora ministro della Difesa La Russa parlò di un esperimento di sei mesi, rinnovabile una sola volta, ma di proroga in proroga le mimetiche sono ancora nelle città (tra le quali Assisi). Nel corso del dibattito dai banchi della maggioranza è stato sottolineato come schierare l’Esercito sia un qualcosa di positivo in termini di sicurezza percepita («le reazioni delle persone sono di assoluta serenità» ha detto Vignaroli), mentre secondo Giaffreda le mimetiche farebbero fare un passo indietro alla città «e non sarebbe paragonabile – dice – a quanto avviene ad Assisi o Firenze dove vi sono, alla base della scelta, reali pericoli legati al terrorismo».
Il dibattito «In città come Verona – ha risposto il sindaco – i militari sono stati utilizzati non per motivi legati al terrorismo, ma per normali esigenze di tutela della sicurezza. Ciò non determina reazioni di timore nei cittadini, ben più spaventati dai brutti spettacoli che giornalmente si presentano ai loro occhi, come ad esempio uscendo dalla stazione di Fontivegge». Secondo il forzista Sorcini poi «è assurdo pensare che i cittadini non vogliano un presidio a Fontivegge, perché i residenti e gli operatori non vogliono altro se non un po’ di tranquillità. Purtroppo il senso di insicurezza nell’area è ancora oggi fortissimo». E di «situazione drammatica» con «cittadini e commercianti costretti a fuggire» ha parlato anche il collega Fronduti, che però al posto dell’Esercito preferirebbe un presidio di polizia. Sulle contraddizioni della maggioranza ha invece puntato il dito la dem Sarah Bistocchi: «Da un lato – ha detto – sulla stampa annuncia che a Perugia va tutto bene, salvo poi richiedere l’intervento dell’esercito per Fontivegge. Pensare di dispiegare l’esercito, di solito utilizzato per fronteggiare le calamità, per le vie di Perugia è una risposta sproporzionata rispetto al reale problema. Siamo tutti consci dei disagi che giornalmente i cittadini vivono, specie a Fontivegge, ma questi non si risolvono militarizzando un quartiere».
Opposizione Perplesso anche il collega di partito Mirabassi: «L’Esercito – osserva -, che per sua natura non fa attività di prevenzione, sarebbe solo una forma di deterrente “visivo” ed avrebbe costi importanti per lo Stato». Secondo l’ex vicesindaco Nilo Arcudi poi l’odg boccia l’azione compiuta in due anni e mezzo dall’Amministrazione Romizi, perché il sindaco, in campagna elettorale, aveva garantito che si sarebbe giocato la faccia su Fontivegge. «Se dopo metà legislatura la Lega – spiega -, che fa della sicurezza un cavallo di battaglia, sostiene che senza l’esercito la situazione è fuori controllo, ciò certifica il fallimento della giunta Romizi. Si tratta insomma di un autogol della maggioranza».
Twitter @DanieleBovi

ci sono troppi stranieri, clandestini, delinquenti, prostitute, trafficanti…..sono tanti troppi occorre veramente la presenza costante delle forze dell’ordine e che non si guardi ai costi per lo stato,,, di tasse ne paghiamo tantissime…….
quale processo mentale fa accumunare “stranieri e clandestini” a “delinquenti, prostitute e trafficanti” ? suggerisco inoltre che i cosiddetti “clandestini” sono stranieri per definizione.
non hai capito niente,,,siamo tantissimi ad essere stanchi di invasioni di ogni genere((((i stranieri che vengono per turismo sono i benvenuti,,ma quelli che dobbiamo mantenere NO NO))))
studiando, anche grossolanamente, le statistiche istat ci si accorge che -ad esempio- le imprese costituite da stranieri contribuiscono al pil in una frazione tra il 5 e il 9% a seconda dell’anno di riferimento. Un altro modo di vederla è che pagano le pensioni agli italiani che hanno scoperto i social in tarda età. L’unica invasione che vedo è quella dell’ignoranza.
Dopo anni d’inoperato nella peggior giunta Perugina che si ricordi, dopo aver ridotto una città d’arte come Perugia la fogna d’Italia, l’ex vicesindaco Arculi parla anche ?
Ma perchè non se ne va a celebrare matrimoni in calabria invece di parlare dei presunti fallimenti altrui ???
La presenza dei militari è utilissima, rassicurante per noi cittadini, deterrente contro il terrorismo e la criminalità.
Grazie mille ESERCITO