«La Fondazione Carit ha sancito la morte dell’Hermans festival». Non ci gira intorno il direttore della kermesse, Fabio Ciofini, che attraverso una nota stampa rende noto che l’istituzione di Terni non ha accettato la domanda di contributo per l’anno 2016, ossia per la prossima edizione della manifestazione artistica.
Fondazione Carit nega contributo all’Hermans festival Gli organi storici di Collescipoli, tra cui quello preziosissimo del 1678 costruito da Willem Hermans, patrimonio culturale della città di Terni, non suoneranno più per l’omonimo festival. Stando a quanto riferito da Ciofini la richiesta di sostegno economico sarebbe stata respinta a causa della mancata presentazione di alcuni documenti, tra cui l’atto costitutivo o la statuto dell’associazione. In questo senso nella nota si legge: «Si tratta di documenti in possesso della Fondazione Carit dal 2005 e mai presentati negli ultimi anni proprio perché già presenti negli archivi della Fondazione, visto che da dieci anni chiediamo e otteniamo il contributo».
La rabbia di Ciofini Forte è l’amarezza del direttore dell’Hemans festival che non risparmia un commento duro: «Con tale atto la Fondazione Carit, che ha finanziato con decine di migliaia di euro i restauri dei tre organi di Collescipoli, oltre alle innumerevoli opere d’arte presenti nelle chiese del paese, sancisce di fatto la morte dell’Hermans festival. Strano modo di agire: prima si restaurano le opere d’arte e poi si nega la possibilità di farle funzionare. Non resta che dire: evviva la cultura, evviva i burocrati».
