di Chia.Fa.
Il comitato Rifiuti Zero vuole capire cosa ne sarà della spazzatura dei circa 120 mila umbri residenti tra Spoleto e Foligno una volta che la discarica di Sant’Orsola sarà giunta a colmazione. Denuncia l’assenza di lungimiranza nelle scelte di gestione dei rifiuti e chiede a gran voce un incontro con i sindaci dell’Ati3 e i vertici Vus. Anche perché, come noto, per i cittadini dell’Area vasta la caotica gestione dei rifiuti rischia di trasformarsi in un vero e proprio salasso con rincari in bolletta che sfiorerebbero il 20%.
«Abbiamo toccato il fondo» Le parole del comitato spoletino cadono pesanti come macigni sull’operato di un società pubblica a capitale interamente pubblico, la Vus, e su quella dei sindaci dei comuni interessati primi fra tutti Spoleto e Foligno. «Si doveva arrivare alla chiusura della discarica di Sant’Orsola, allo sconcertante ritardo sulla differenziata, al deficit di funzionalità ed efficienza della Vus per destare le coscienze dei sindaci? Abbiamo toccato il fondo».
L’appello dei sindaci Il riferimento del comitato non è casuale. Un paio di settimane fa a margine dell’ultima assemblea dell’Ati3 i 22 sindaci dell’ambito hanno inviato una comunicazione urgente alla Regione, una sorta di appello. «L’assemblea ha approvato – è scritto nella nota – un documento da inviare urgentemente alla Regione nel quale si chiede di individuare per il nostro territorio una soluzione transitoria (2012-2014) ove smaltire i rifiuti dell’Ambito, rifiutando la previsione del Piano regionale di portare i rifiuti a Orvieto: ipotesi questa che farebbe aumentare le bollette dei cittadini del nostro territorio di circa un 20%». Tutti per i trasporti.
«Gli amministratori e lo scaricabarile» La reazione del comitato Rifiuti Zero all’appello in extremis delle istituzioni è lapidaria. «Anziché individuare possibili soluzioni da adottare nel breve periodo, i nostri amministratori giocano al classico scaricabarile rivolgendo un “accorato” appello alla Regione affinché individui soluzioni transitorie per il prossimo biennio e limitandosi solamente ad esprimere la propria contrarietà al trasferimento dei rifiuti alla discarica di Orvieto per ragioni di costi».
I costi, il vero cruccio «Chi lo spiega ai cittadini – si chiede il comitato – che proprio nel periodo in cui si tonerà a votare la tariffa sui rifiuti aumenterà vertiginosamente?». Secondo i beninformati, infatti, il vero cruccio di molti democratici del comprensorio sarebbe proprio questa fastidiosa coincidenza di tempi. Che pare sempre più difficile scongiurare.

