di Chiara Fabrizi
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Per trenta minuti di prova sei ore di attesa, di cui almeno due trascorse dopo l’apertura delle buste aperte. Ma alla polemica della prima ora si aggiunge anche la revisione dell’elenco dei promossi, passati in 24 ore da 26 a 36. E’ polemica intorno al concorso bandito dall’Università degli Studi di Perugia per dieci posti a tempo indeterminato e full time nell’area amministrativa. All’avviso, stando a quanto risulta a Umbria 24, avrebbero risposto in 1.513 anche se a presentarsi alla caserma Gonzaga di Foligno per sostenere il test scritto sarebbero stati 915 candidati.

Il programma  L’appuntamento, da bando pubblico, era fissato per le ore 11, l’inizio della prova alle 12.30, mentre trenta erano i minuti a disposizione di ogni candidato per risolvere le altrettante domande a risposta multipla di cui si componeva il quiz. Sulla carta, dunque, un tabellino di marcia snello che avrebbe dovuto permettere ai 915 presenti di uscire dalla Gonzaga, ammettendo gli inevitabili ritardi, intorno alle 14. Ma le procedure sono state ben diverse.

 La realtà  Stando a quanto raccontato a Umbria24 da alcuni presenti, la registrazione dei presenti non è avvenuta prima delle 13. Due ore che i 915 candidati hanno trascorso all’aperto, in un cortile interno della Gonzaga. «Nonostante il freddo – spiega uno dei partecipanti – nessuno si è preso la briga di spiegarci cosa stesse succedendo, comunicando ad esempio il nuovo orario previsto per l’ingresso». Ma non è solo questo. Per le procedure di riconoscimento delle 1.513 persone attese, poi nei fatti 936, erano state previste tre sole persone. «Alle 13.15 circa – prosegue – ci hanno fatto entrare, ma poi c’è stata tutta la trafila per le registrazioni e pure per la consegna di smartphone e tablet, alla fine credo che nei padiglioni saremmo stati fatti accomodare intorno alle 14». Orario entro il quale molti candidati supponevano di avere già lasciato la Gonzaga.

Ancora attesa  Molto altro, invece, c’era ancora d’attendere. Già, perché secondo quanto riferito da diversi candidati il presidente della commissione esaminatrice, dopo avere, alla presenza di alcuni testimoni, selezionato una delle tre buste contenenti la prova, avrebbe mostrato ai presenti un dispositivo usb. «Ci è stato comunicato che in quella penna usb – racconta un’altra candidata – era contenuta l’originale della prova che però avrebbe dovuto essere fotocopiato da uno degli addetti che poco dopo ha lasciato l’edificio per tornare un’ora dopo con il faldone delle prove». Un’operazione, questa, che ha suscitato non poche polemiche tra i banchi delle aule.

Strane procedure  «Ci è sembrato assurdo – riferisce una terza candidata – che qualcuno, peraltro non meglio identificato, abbandonasse i padiglioni con la prova, non ci è sembrata una procedura consona e inevitabilmente ha dato adito a diverse perplessità». Alle 16 passate, comunque, il test è stato consegnato ai 915 che in trenta minuti hanno risposto ad altrettanti quiz. «Consegnata la prova – racconta uno dei partecipanti – abbiamo dovuto attendere il conteggio degli elaborati, dopodichè siamo stati autorizzati a uscire dai padiglioni». Le 17 erano passate da diversi minuti.

L’ultima sorpresa  Ma l’ultima sorpresa è arrivata a 24 ore dalla chiusura della prova. Già, perché alla prima pubblicazione dell’elenco degli ammessi alla prova orale, appena 26, ne sono stati aggiunti in seconda battuta altri 10, tutti con il punteggio di 21, per un totale di 36 promossi.

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