di M.T
L’idea promossa dall’assessore alla Cultura del Comune di Assisi, del ‘fertility room’, ha finito per mettere d’accordo la maggioranza con chi si oppone.
I due fronti Se infatti è vero, come dimostrano i comunicati stampa giunti ai giornali che, sia il sindaco Stefania Proietti che l’ha scelto come suo collaboratore in giunta, sia l’ex sindaco Claudio Ricci, attualmente consigliere Regionale, tuttavia di orientamento politico opposto alla maggioranza di centrosinistra ad Assisi, hanno preso le distanze dall’iniziativa. Insomma quel soggiorno gratuito per avere concepito un figlio ad Assisi, almeno a questi due protagonisti, non secondari della città serafica, non piace. O persino preoccupa.
Proietti Il sindaco, Stefania Proietti, infatti ha bollato l’iniziativa come autonoma, che non vede coinvolto il Comune, ma solo degli operatori turistici che sono liberi di fare come meglio credono. Come se Guarducci, tra le mura del Poverello per una missione politica, non fosse appunto assessore al Turismo, ma un semplice operatore del turismo.
«Estraneo al progetto» Ecco cosa scrive Stefania Proietti: «Il Comune di Assisi in relazione all’iniziativa di un gruppo di operatori turistici di Assisi avente per tema la Fertility Room, fa presente di essere estraneo al suddetto progetto nato in maniera autonoma all’interno di un organismo non istituzionale composto da operatori privati. Non è compito della Città di Assisi occuparsi né censurare la creazione di pacchetti turistici e della relativa commercializzazione e comunicazione. La Giunta comunale – dichiara Proietti – lavora per la costruzione di politiche di sviluppo turistico che hanno ben presente i valori fondanti della Città e continuerà a farlo nel reciproco rispetto e distinzione dei ruoli di tutti i protagonisti dell’economia turistica locale».
L’ex sindaco Non solo l’attuale, ma anche l’ex sindaco, storce il naso rispetto all’immagine che ne scaturisce dall’idea di Guarducci. Scrive Claudio Ricci: «L’iniziativa ‘Fertility Room’ (chi è ospite ad Assisi e, dopo 9 mesi, mette alla luce un bambino/a avrà un soggiorno di una notte gratuito), promossa dagli albergatori di Assisi, era nota al Comune di Assisi (così almeno si legge su Internet). Non c’è nulla da smentire in quanto si trova tutto riportato dalla stampa (e anche on line). Anzi dobbiamo riconoscere l’originalità della proposta, nonché l’idea brillante di marketing, ma, come citato, non la riteniamo molto appropriata all’immagine di Assisi (mentre potrebbe anche funzionare in altri luoghi come Parigi o Rimini)». Claudio Ricci, che sul punto ha presentato una interrogazione in Consiglio Regionale, «auspica che, nei prossimi giorni, si chiariscano fra Comune e operatori turistici di Assisi e se la decisione è stata presa insieme nel tavolo ‘assist turismo’ o no. Anche se fosse stata presa dagli operatori turistici una istituzione dovrebbe (a partire da quella regionale) ‘armonizzare’ le iniziative pubbliche e private nella logica, strettamente tecnica, di valorizzare la migliore immagine possibile di Assisi e dell’Umbria. Sono solo considerazione tecniche ben lontane dalla politica e tese a sottolineare come l’immagine di un luogo come Assisi è molto delicata».
