Laura, Eliza e Ilaria © Fabrizio Troccoli

Femminicidio reato autonomo punito con l’ergastolo. Il disegno di legge, che introduce l’articolo 577 bis del codice penale, passa all’unanimità in Senato: 161 presenti e 161 sì. Ora il ddl passerà all’esame della Camera.

Femminicidio reato autonomo Il reato, riporta Ansa, viene definito in modo più ampio (come un atto di discriminazione o di odio verso una persona in quanto donna o come conseguenza del suo rifiuto ad avere o continuare una relazione affettiva) ed è punito con la massima pena. Tra le modifiche al testo iniziale c’è quella che riguarda il perimetro del reato: è stato aggiunto un passaggio sul “no” di una donna a “stabilire o mantenere una relazione affettiva”, ma anche a voler “subire una condizione di soggezione o comunque una limitazione delle sue libertà individuali”. Estesa l’applicabilità anche a chi si percepisce donna, ma non lo è anagraficamente. Altra novità gli aiuti agli orfani di femminicidio: la legge stanzia per loro 10 milioni di euro. Si allarga anche la platea: gli aiuti varranno per tutti i minori privati della madre se uccisa in quanto donna e anche per i figli di donne sopravvissute a tentativi di femminicidio, ma rimaste gravemente compromesse da non poter più prendersi cura dei figli. Del sì unanime in Senato ne gioisce anche l’Umbria, sconvolta nel 2025 da tre femminicidi: Eliza Feru 29 anni, Laura Papadia 36 anni e Ilaria Sula 22 anni.

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